XXXI spedizione in Antartide

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Green Cross Italia segue l’esperienza dei ricercatori attraverso il diario redatto da Giorgio Budillon, responsabile dell'attività di ricerca scientifica e tecnologica a bordo della nave Italica.
La collaborazione con l’ENEA, nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), nasce dalla volontà della nostra Ong di favorire e promuovere la ricerca sul continente antartico, un luogo privilegiato per lo studio delle contaminazioni ambientali e dei cambiamenti climatici.
La ricerca e l’educazione hanno un ruolo centrale nel cammino verso la sostenibilità ambientale.
Per questo è necessario il dialogo tra la società civile, le istituzioni, le università e il mondo della scuola per favorire tutte insieme questo rinnovamento, preparando i giovani ad assumersi le proprie responsabilità e ad avere un ruolo più attivo nella risoluzione dei problemi ecologici attuali.

Per maggiori informazioni su tutta la XXXI spedizione italiana in Antartide visita il sito web www.italiantartide.it

Immagini per la Terra

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L’arrivo in Antartide PDF Stampa E-mail

20160201_Mario-Zucchelli-StationDai mari del Polo Sud alle nuove opportunità per studiare il clima e i suoi mutamenti

Entrati nel Mare di Ross è iniziata la fase più operativa della nave Italica che ha puntato diretta verso la stazione scientifica Mario Zucchelli. Questa base, costruita oltre 30 anni fa, è una stazione di ricerca posizionata nel settore occidentale del Mare di Ross che rimane operativa da fine ottobre a metà febbraio. Anche quest’anno è stata aperta da un primo gruppo di tecnici arrivato con un ponte aereo dalla Nuova Zelanda facendo scalo sulla base americana di McMurdo.

L’arrivo della nave Italica permette il rifornimento di viveri, strumentazione, mezzi, carburante (indispensabile per fornire l’energia alla base) e soprattutto il ricambio di ricercatori e tecnici. Quest’anno il ghiaccio davanti la base non ha permesso di effettuare il rifornimento del carburante, solo attraverso alcuni voli di elicottero sono stati portati i viveri e le attrezzature più leggere e sono sbarcati i ricercatori che dovevano operare in base.

La nave Italica si è quindi mossa verso sud dove ha svolto un esperimento per studiare la relazione tra le correnti e produttività biologica.

Successivamente siamo andati a recuperare il primo “mooring”: una struttura subacquea composta da vari strumenti per la misurazione dei parametri biogeochimici del mare. Gli strumenti sono assicurati a varie profondità su una robusta cima di ancoraggio, tutta la struttura è tenuta verticale da boe di spinta e da una zavorra poggiata sul fondo del mare. Recuperiamo il mooring che è rimasto due anni a misurare e a raccogliere campioni che verranno poi analizzati appena rientrati

in Italia. Questi studi partono da lontano, era il 1994 quando i progetti di oceanografia posizionavano i primi mooring nel Mare di Ross, da allora questa attività non è mai stata interrotta e adesso è possibile studiare il “clima marino” di questa zona dell’Antartide degli ultimi 20 anni.

RottAntartide2016 - puntata n. 14 dal blog di Stefano Valentino

1 FEB 2016

Dal diario di bordo di Giorgio Budillon, coordinatore scientifico delle campagne oceanografiche per il PNRA © Riproduzione riservata

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Credit: Fototeca © PNRA | Per maggiori informazioni sulla spedizione: www.italiantartide.it

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