XXXI spedizione in Antartide

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Green Cross Italia segue l’esperienza dei ricercatori attraverso il diario redatto da Giorgio Budillon, responsabile dell'attività di ricerca scientifica e tecnologica a bordo della nave Italica.
La collaborazione con l’ENEA, nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), nasce dalla volontà della nostra Ong di favorire e promuovere la ricerca sul continente antartico, un luogo privilegiato per lo studio delle contaminazioni ambientali e dei cambiamenti climatici.
La ricerca e l’educazione hanno un ruolo centrale nel cammino verso la sostenibilità ambientale.
Per questo è necessario il dialogo tra la società civile, le istituzioni, le università e il mondo della scuola per favorire tutte insieme questo rinnovamento, preparando i giovani ad assumersi le proprie responsabilità e ad avere un ruolo più attivo nella risoluzione dei problemi ecologici attuali.

Per maggiori informazioni su tutta la XXXI spedizione italiana in Antartide visita il sito web www.italiantartide.it

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20140213_diario-antartideDiario di bordo della XXIX spedizione in Antartide: l’Italica riprende a navigare per le operazioni di messa a mare e recupero degli strumenti oceanografici

Nei giorni passati l’attività scientifica a bordo è stata frenetica. La nave ha lavorato incessantemente per 24 ore al giorno, ogni giorno, realizzando numerose “stazioni CTD”, misurando le condizioni fisiche e chimiche del mare dalla superficie fino al fondo.

Ogni strumento è accompagnato da una “Rosette”, e cioè da un campionatore di acqua costituito da 24 cilindri (bottiglie) con una chiusura ermetica comandata da bordo. Una volta che lo strumento viene calato a mare sino in prossimità del fondo, viene fatto risalire e durante questa fase vengono chiuse le “bottiglie” in modo da catturare il campione di acqua alla profondità desiderata.

I campioni serviranno poi a chimici, biologi e geologi marini per effettuare le proprie analisi. Paola Rivaro, docente presso l’Università di Genova, misura ad esempio il pH e l’alcalinità totale per poter stimare la componente antropica di CO2 disciolta. Il mare è, infatti, il più grande serbatoio di anidride carbonica del nostro pianeta, di gran lunga più importante dell’atmosfera, per cui è essenziale capire quanta CO2 è contenuta in questi mari.

Durante il movimento della nave effettuiamo misure automatiche di temperatura e salinità del mare mentre con un LIDAR stimiamo indirettamente la concentrazione del fitoplancton in mare attraverso la fluorescenza della clorofilla e di altri pigmenti in esso contenuti; serviranno poi le analisi fatti sui campioni di acqua per dettagliare con precisioni le stime fatte.

Le immagini satellitari ci indicano dove le concentrazioni di clorofilla sono maggiori. Sarà proprio in quelle aree che andremo a campionare per studiare i processi della “pompa biologica”, cioè quei processi biologici che determinano l’assorbimento della CO2 in mare.

Giorgio Budillon, coordinatore scientifico delle campagne oceanografiche per il PNRA © Riproduzione riservata

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10 FEB 2014

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