Un mare di dati Stampa

20140116_nave-italicaDiario di bordo della XXIX spedizione in Antartide: la nave Italica riprende il suo viaggio per il recupero e il riposizionamento degli strumenti

16 gennaio 2014 - Giorno n° 18

Lasciamo la base "Mario Zucchelli Station" dopo aver completato lo scarico della strumentazione, dei viveri e del carburante, che serviranno a condurre le ricerche scientifiche per il prossimo mese sino a chiusura delle attività. Ma non tutto sarà consumato adesso, le scorte dovranno servire anche quando nel prossimo ottobre, al termine dell’inverno australe, un esiguo gruppo arriverà in aereo per aprire nuovamente la base e prepararla ad accogliere i ricercatori che successivamente arriveranno.

Salutiamo quindi i colleghi che rimangono a "Mario Zucchelli Station", che ritroveremo tra circa un mese e ci muoviamo a sud, verso la polynya di Baia Terra Nova, dove abbiamo posizionato due anni fa un “mooring”. I mooring sono degli ancoraggi subacquei: hanno una zavorra sul fondo e un cavo sostenuto da boe di galleggiamento a cui sono assicurati gli strumenti che misurano le correnti e le proprietà fisiche del mare. Per evitare che possano essere distrutti dagli iceberg, gli ancoraggi che abbiamo posizionato sul fondo del Mare di Ross vengono progettati per arrivare sino a una quota massima di circa 300 m. Andiamo adesso a recuperare queste "sentinelle" lasciate due anni fa a misurare i parametri oceanografici di nostro interesse; verranno poi riposizionati per un ulteriore biennio di misura. Quello nella polynya di Baia Terra Nova è posizionato ininterrottamente dal 1994: sono oramai 20 anni che misura e fornisce dati sulla variabilità climatica in quest’area. Serie temporali così lunghe sono assolutamente preziose e rarissime in Antartide!

Una volta arrivati in zona, dalla nave lanciamo un impulso acustico che viene ricevuto dalla strumentazione sul fondo che, dopo due anni di attesa, sgancia la zavorra liberando il mooring dal peso che lo tiene ancorato sul fondo. Dopodiché il mooring viene trascinato verso l'alto dalle boe di galleggiamento portando con se tutti gli strumenti. Il momento è emozionante, scrutiamo l'orizzonte in attesa di vedere emergere le boe; in questi pochi istanti possono concretizzarsi o no anni di lavoro!

Siamo adesso liberi di muoverci verso il settore centrale del Mare di Ross, dove le attività prevedono un’indagine del sottofondo marino attraverso strumentazione acustica e prelievi di sedimento. Arriveremo dopo oltre un giorno di navigazione.

Giorgio Budillon, coordinatore scientifico delle campagne oceanografiche per il PNRA © Riproduzione riservata

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Foto: PNRA | Per maggiori informazioni sulla spedizione: www.italiantartide.it

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