L’arrivo alla base “Mario Zucchelli” Stampa

20140110_antartide-MZSDiario di bordo della XXIX spedizione in Antartide: la nave oceanografica Italica approda a Baia di Terra Nova

10 gennaio 2014 - Giorno n° 12

Abbiamo attraversato la cintura dei ghiacci che i venti hanno concentrato tra il 65° e 67° parallelo sud.

Le immagini satellitari ci hanno fornito utili indicazioni per individuare un passaggio che, rispetto alla rotta prevista, ci ha obbligato a una deviazione più a est, dove i ghiacci erano meno spessi.

Una scelta quasi obbligata in quanto L'Italica è una nave “classe polare”, non un vero e proprio rompighiaccio, per cui non può navigare in aree dove i ghiacci sono compatti o hanno spessori di oltre 1,5 metri.

In questa navigazione non sono mancati gli avvistamenti di pinguini, foche e balene che hanno entusiasmato ovviamente chi per la prima volta partecipa a queste spedizioni.

Dopo la cintura dei ghiacci abbiamo navigato velocemente verso la base Mario Zucchelli (74°41′42″S 164°07′23″E ), dove siamo tutt'ora per effettuare lo scarico di viveri, strumenti e mezzi che serviranno per le ricerche che il personale scientifico effettuerà nelle prossime settimane.

La base italiana si trova nella Baia di Terra Nova, un’area costiera sede di un’importante “polynya”. Con il termine polynya (di origine russa) si indica una zona di mare che, anche durante l'inverno, rimane libera dai ghiacci. Le polynye sono di particolare interesse scientifico in quanto in queste zone il ghiaccio viene costantemente formato, durante l'inverno australe, dai forti e freddi venti antartici che a loro volta sono però responsabili anche del continuo allontanamento del ghiaccio dalla zona di formazione. Ne consegue che, nonostante una continua produzione di ghiaccio marino, le aree di polynya rimangono libere dal pack. Questo aspetto ha importanti conseguenze sulla fisica e sui processi ecologici di queste aree, che continuano ad avere scambi con la fredda atmosfera antartica anche quando tutte le altre zone sono isolate dall'atmosfera a causa della presenza del pack, che di fatto è un’intercapedine isolante.

L'area di polynya di Baia di Terra Nova sarà la nostra prossima meta appena lasciata la base italiana.

Giorgio Budillon, coordinatore scientifico delle campagne oceanografiche per il PNRA © Riproduzione riservata

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Foto: Stazione Mario Zucchelli © fototeca PNRA | Per maggiori informazioni sulla spedizione: www.italiantartide.it

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