XXXI spedizione in Antartide

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Green Cross Italia segue l’esperienza dei ricercatori attraverso il diario redatto da Giorgio Budillon, responsabile dell'attività di ricerca scientifica e tecnologica a bordo della nave Italica.
La collaborazione con l’ENEA, nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), nasce dalla volontà della nostra Ong di favorire e promuovere la ricerca sul continente antartico, un luogo privilegiato per lo studio delle contaminazioni ambientali e dei cambiamenti climatici.
La ricerca e l’educazione hanno un ruolo centrale nel cammino verso la sostenibilità ambientale.
Per questo è necessario il dialogo tra la società civile, le istituzioni, le università e il mondo della scuola per favorire tutte insieme questo rinnovamento, preparando i giovani ad assumersi le proprie responsabilità e ad avere un ruolo più attivo nella risoluzione dei problemi ecologici attuali.

Per maggiori informazioni su tutta la XXXI spedizione italiana in Antartide visita il sito web www.italiantartide.it

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20120204_ghiacciDiario di bordo della XXVII spedizione in Antartide: la partenza dalla base Mario Zucchelli per proseguire le attività previste dalla campagna oceanografica

24 gennaio 2012 - Giorno n° 13

Abbiamo lasciato la base nostro malgrado: il tempo inclemente non ci ha permesso di effettuare lo scarico dei viveri e della strumentazione. Non possiamo aspettare oltre per cui moviamo verso nord-est in direzione dei “mooring”. I mooring sono degli ancoraggi subacquei: hanno una zavorra sul fondo e un cavo sostenuto da boe di galleggiamento a cui sono assicurati gli strumenti che misurano le correnti e le proprietà fisiche del mare. Per  evitare che possano essere distrutti dagli iceberg, gli ancoraggi che sono posizionati sul fondo del Mare di Ross vengono progettati per arrivare sino una quota massima di circa 300 m. Adesso andiamo a recuperare queste “sentinelle” lasciate due anni fa a misurare i parametri oceanografici di  nostro interesse, verranno poi riposizionati per un ulteriore biennio di misura.
Una volta arrivati in zona, dalla nave lanciamo un impulso acustico verso la strumentazione sul fondo che sgancia la zavorra, a questo punto il mooring viene trascinato verso l’alto dalle boe di galleggiamento portando con se tutti gli strumenti.
Il momento è emozionante, scrutiamo l’orizzonte in attesa di veder emergere le boe; in questi pochi istanti possono concretizzarsi o no anni di lavoro!

Giorgio Budillon, responsabile attività di ricerca scientifica e tecnologica - Scienze della Terra © Riproduzione riservata
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Foto: ghiacci © PNRA | Per maggiori informazioni sulla spedizione: www.italiantartide.it

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