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Stiglitz: fanno denaro sul disastro che loro stessi hanno creato PDF Stampa E-mail

stiglitz01gRoma, 5 feb 2010 - Nel caso delle economie sviluppate, la riduzione delle “attività nocive” mediante tassazione, in primis delle emissioni di anidride carbonica, sarebbe di per sé un elemento doppiamente utile, poiché ridurrebbe sia gli effetti negativi di tali attività sia la congestione e l’uso eccessivo delle risorse naturali.

È dello stesso avviso Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia e professore alla Columbia University, che, intervistato da La Stampa, punta il dito contro gli speculatori di professione che scommettono sull’indebitamento degli Stati.
«È un paradosso assurdo», dice Stiglitz. «In Europa i governi hanno contratto molti debiti per salvare il sistema finanziario, le banche centrali tengono i tassi bassi per aiutarlo a riprendersi oltre che per favorire la ripresa. E la grande finanza che cosa fa? Usa i bassi tassi di interesse per speculare contro i governi indebitati. Riescono a far denaro sul disastro che loro stessi hanno creato».

Oggi la gente comune continua a perdere mentre la grande finanza guadagna sempre di più ma, secondo Stiglizt, ci sarebbero molti modi per evitare che anche questa volta i colpevoli vengano premiati. Ad esempio, costruendo meccanismi di solidarietà fra gli Stati, emettendo titoli europei, tassando le attività nocive.
Niente soldi alla speculazione, dunque, e tasse più alte sui guadagni di capitale, sperando che non ci siano altre crisi. Già perché secondo le previsioni dell’ufficio bilancio del Congresso (Cbo), ci ricorda il premio Nobel, la disoccupazione comincerà a diminuire solo a metà del decennio.

(Fonte: La Stampa - scarica l'articolo in pdf)

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