Green Cross a Rio+20

Il messaggio di Gorbaciov ai partecipanti al Summit Onu di Rio de Janeiro 2012
A vent’anni dall’Earth Summit del 1992, l’attenzione del mondo torna a Rio de Janeiro alla ricerca di soluzioni alle sfide che attendono il nostro pianeta e i suoi abitanti. Green Cross è presente alla Conferenza con una serie di iniziative che segnano anche il 20° anniversario della sua fondazione.
16 giugno: Green Cross Returns to Rio
18 giugno: Climate Change Task Force event
19 giugno: Nuclear Technology Dialogue - Fukushima and the Future of Nuclear Technology
21 giugno: Official UN side event: Green Cross, Earth Charter, Club of Rome
Severn Suzuki per Green Cross
| Rio+20, Green Cross: si conferma la debolezza dei leader mondiali |
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L’appuntamento di Rio de Janeiro ha visto una grande partecipazione della società civile e di ampi settori del mondo imprenditoriale. È questa la nota positiva che la nostra Ong vuole sottolineare a chiusura del Summit delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile Rio+20. «La Conferenza Onu ha evidenziato la chiara assenza di una leadership politica: il documento finale risulta carente di azioni concrete, ma non è giusto parlare di un completo fallimento - dichiara Alexander Likhotal, presidente di Green Cross International. - Il risultato più importante di Rio è la presa di coscienza che i cittadini, le associazioni, gli operatori dell’economia hanno già intrapreso la strada del cambiamento. Lo dimostra il Vertice dei Popoli per la giustizia ambientale e sociale, che si è svolto a Rio parallelamente a quello ufficiale. Ma la politica continua a rimanere indietro». Siamo convinti che per realizzare il sogno di un futuro sostenibile sia necessario che le sfide ambientali, ereditate dal millennio precedente, trovino presto una risposta anche sul fronte politico. «Negli ultimi anni – dichiara Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia - la ricerca scientifica ha permesso di raggiungere risultati inimmaginabili per limitare l’impatto ambientale, migliorare la qualità della vita e preservare la biodiversità. Allo stesso modo, molte aziende hanno fatto passi importanti nell’introduzione e nell’applicazione di buone pratiche di responsabilità sociale, trovando uno spazio nell’essere alleate dell’ambiente. Quello di cui ora c’è bisogno sono un maggior coordinamento e un impegno politico per mettere in pratica la conversione ecologica». Il testo di 53 pagine adottato a Rio, intitolato “Il futuro che vogliamo”, ribadisce la necessità di un’economia verde, cioè di un modello di sviluppo meno distruttivo per il pianeta. Ma se tutti i Paesi dovranno compiere scelte precise ed efficaci per limitare il loro impatto, questi sforzi non saranno sufficienti se non supportati da una forte volontà politica. Per la nostra organizzazione occorre un salto di qualità: «Il mondo ha bisogno di risposte rapide - conclude Pacilio -, e di leader capaci di visioni globali e scelte coraggiose».
25 GIU 2012 Articoli correlati: |





Grande partecipazione della società civile al Summit di Rio de Janeiro. Ma la politica continua a rimanere indietro
