XXVII spedizione in Antartide

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Green Cross Italia segue l’esperienza dei ricercatori attraverso il diario redatto da Giorgio Budillon, responsabile dell'attività di ricerca scientifica e tecnologica a bordo della nave Italica.
La collaborazione con l’Enea, nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), nasce dalla volontà della nostra Ong di favorire e promuovere la ricerca sul continente antartico, un luogo privilegiato per lo studio delle contaminazioni ambientali e dei cambiamenti climatici.
La ricerca e l’educazione hanno un ruolo centrale nel cammino verso la sostenibilità ambientale.
Perciò è necessario il dialogo tra la società civile, le istituzioni, le università e il mondo della scuola per favorire tutte insieme questo rinnovamento.
INIZIA DA TE” è la strada indicata da Green Cross per la costruzione di un tessuto sociale solido e solidale, per preparare i giovani ad assumersi le proprie responsabilità e ad avere un ruolo attivo nella risoluzione dei problemi ecologici più attuali.

Per maggiori informazioni su tutta la XXVII spedizione italiana in Antartide visita il sito web www.italiantartide.it

Immagini per la Terra

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Verso un mare più dolce PDF Stampa E-mail
20120217_mare-di-rossDiario di bordo della XXVII spedizione in Antartide: le evidenze sperimentali di Italia e Usa mostrano un Mare di Ross sempre meno salato

9 febbraio 2012 - Giorno n° 29

Con i colleghi americani abbiamo potuto confrontarci sui progetti di ricerca che portiamo avanti e sugli ultimi risultati ottenuti.

Concordiamo su alcune evidenze che notiamo negli ultimi anni: ad esempio, il Mare di Ross mostra una tendenza ad “addolcirsi” cioè a diventare meno salato.

Questo cambiamento ha potenzialmente degli effetti a scala planetaria: le acque fredde di provenienza antartica sarebbero quindi meno dense e, poiché la densità è il motore dell’intera circolazione oceanica globale profonda, potremmo assistere a un suo “rallentamento” con conseguenze ancora poco conosciute.

Evidenze sperimentali hanno mostrato che in passato la modifica della circolazione oceanica del Nord Atlantico ha portato a un brusco abbassamento delle temperature atmosferiche. Occorre quindi investigare ancora con attenzione sulle variabilità che osserviamo in Antartide per poter capire cosa in futuro può accadere.

Per questo motivo l’Italia, come gli altri Paesi che aderiscono al “Trattato Antartico”, finanziano ogni anno spedizioni scientifiche che studiano questo continente sotto ogni punto di vista. È uno sforzo enorme in termini di persone, mezzi e risorse economiche ma necessario; ogni Paese focalizza l’attenzione su alcune problematiche ed in particolari zone del continente, poi si mettono insieme i risultati ottenuti e si ottiene una visione globale dei cambiamenti in atto.

Ad aprile, a Montreal (Canada), si svolgerà un convegno internazionale dedicato alla ricerca polare, porteremo i nostri risultati “freschi” (è proprio il caso di dirlo) di giornata…
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