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“L’Italia può uscire dalla crisi”: lo dicono gli esperti della green economy PDF Stampa E-mail

20110416_eusew201101A Roma l’incontro conclusivo della Settimana europea dell’energia sostenibile. No al nucleare, sì alle rinnovabili e all’efficienza energetica

Si è svolta questa mattina, al Palazzetto Mattei di Villa Celimontana, la conferenza sulla sostenibilità energetica indetta dalle Uil di Roma e del Lazio e dall’associazione culturale Cepri, in collaborazione con la nostra Ong.

Dal titolo “Green economy: una possibile risposta alla crisi economica” e organizzato nell’ambito della Settimana europea dell’energia sostenibile - Eusew 2011, l’appuntamento odierno ha riunito diversi esponenti di spicco del mondo scientifico, politico e culturale, che si sono confrontati per trovare possibili soluzioni alla crisi e promuovere uno sviluppo competitivo e sostenibile del nostro Paese.

Sono intervenuti tra gli altri: Carlo Santoro (esperto di energie rinnovabili di Green Cross Italia), Maria Tinacci Mossello (facoltà di Economia, Università degli Studi di Firenze), Alberto Biancardi (componente dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas AEEG), Filippo Tortoriello (presidenza della Commissione energia e ambiente di Confindustria Lazio) e Silvia Sangiorgio (Master EFER- Efficienza energetica e fonti rinnovabili, Università “La Sapienza” di Roma).

Tutti i presenti si sono dichiarati contrari all’adozione di incentivi al settore energetico che non prevedano la sostituzione delle fonti altamente inquinanti, onde non favorire solo la speculazione finanziaria e il consumo del territorio ma un reale miglioramento del panorama delle energy forms.

Il dottor Carlo Santoro ha sottolineato l’esigenza di contrastare la scelta nucleare per motivi economici e di sicurezza globale, soprattutto in riferimento ai recenti sviluppi dell’incidente avvenuto a Fukushima che ci mostrano come, anche laddove ci siano tecnologie e sistemi ben organizzati e funzionanti, si possano verificare incidenti gravissimi.

“Occorre puntare sulla riqualificazione delle aree e sull’efficienza energetica - ha dichiarato il nostro esperto - e promuovere anche modelli di consumo e indicatori che favoriscano la riduzione dei rifiuti e il godimento e la sostenibilità dei beni nel pieno significato del loro termine”.

In particolare, la prof.ssa Maria Tinacci Mossello ha sottolineato “la necessità di ridefinire il Pil come strumento di crescita, affinché nel conteggio vengano inseriti non solo i beni materiali ma anche altri indicatori fondamentali, quali la sostenibilità e la riduzione dell’impatto ambientale”.

Secondo il dottor Alberto Biancardi bisognerebbe, inoltre, “dare maggiore considerazione agli equilibri di efficienza e riduzione dei consumi aumentando, ad esempio, gli investimenti nella modernizzazione delle reti e delle infrastrutture”. Biancardi ha affermato, infatti, che “la produzione di energia elettrica del Sud è molto più cara rispetto al Nord, Sud che soffre della mancanza di infrastrutture tecnologicamente adeguate, il ché crea una tariffa italiana media tra il 20 e 25 per cento maggiore rispetto al resto d’Europa”.

Confortanti le parole dell’Ing. Filippo Tortoriello, che ha annunciato il lancio di un nuovo progetto, insieme con l’Enea, per la costruzione di una centrale termodinamica solare a sali fusi (sul modello delle proposte e della nuova filiera tecnologica proposta dal Nobel per la fisica, Rubbia). Il processo autorizzativo formale dell’impianto, che verrà realizzato in provincia di Latina, inizierà a fine aprile e si tratterà di un impianto di potenza di ben 30 MWe.

Anche Tortoriello ribadisce, inoltre, la “necessità dell’efficienza energetica e della riduzione dei consumi in quanto il conto energia influisce attualmente del 40 per cento sul costo del prodotto in alcune filiere produttive e ciò costituisce un fattore decisivo perché limita la competitività dei comparti produttivi”.

Non meno importante l’intervento dell’Ing. Silvia Sangiorgio che ha fornito dati positivi circa ci sbocchi occupazionali offerti dall’avvento della green economy. I dati di Sangiorgio mostrano, infatti, che il 90 per cento degli iscritti al master Efer ha trovato lavoro entro i primi sei mesi dalla conclusione del corso.

16 APR 2011

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