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Smantellare le barriere al futuro sostenibile PDF Stampa E-mail

20091117_summit-berlino1Berlino, 2009 - Utilizzare conoscenze adatte, soluzioni integrate ed efficaci per combattere i cambiamenti climatici. Impiegare una maggiore dose di volontà politica per smantellare le barriere che ostacolano un futuro sostenibile.

Questo è quanto emerge dalla sessione speciale organizzata da Green Cross International (GCI) in occasione del decimo summit dei Premi Nobel per la Pace.

Il tema generale del summit di Berlino (10-11 novembre) era: “Abbattere i nuovi muri per un mondo senza violenza”.
La sessione di GCI, della durata di due ore, era dedicata ai “Muri che minacciano l'Ambiente: abbattere i muri che ostacolano le prospettive di uno sviluppo ambientale e sostenibile”.

Alexander Likhotal, Presidente di Green Cross International, ha svolto il ruolo di moderatore. Tra i session leader: Martin Frick (Direttore Generale del Global Humanitarian Forum); il Prof. Mohan Munasinghe, Vicepresidente dell'IPCC (vincitore del Premio Nobel per la Pace 2007); Ian Dunlop (Comitato consultivo internazionale e indipendente sull'energia); Thomas Stelzer (Assistente del Segretario Generale del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite).

Secondo M20091117_summit-berlino2artin Frick, nei paesi meno sviluppati, il cambiamento climatico ha già causato un quantità di danni pari all'intero intervento dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (ODA) dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).
«I cinquanta paesi meno sviluppati – racconta Frick - contribuiscono meno dell'1% all'emissione globale di CO2 e tuttavia sono quelli che subiscono maggiormente gli effetti dei cambiamenti climatici».

«I rischi di un disastro mondiale stanno crescendo a causa di scosse continue», ha osservato il Prof. Mohan Munasinghe. «Il cambiamento climatico - continua il Professore - è da considerarsi una minaccia multipla e finale».
Egli ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un cambiamento serio di mentalità che ponga freno all'egoismo e all'avidità e rinforzi invece l’enlightened self-interest (interesse egoistico illuminato), per cui l'interesse autoreferente garantirebbe sia al singolo attore sia alla singola associazione delle utilità. Al G-20, sostiene, dovrebbero partecipare i rappresentanti della società civile (C-20) e i rappresentanti del mondo degli affari (B-20).

Parlando di cambiamenti climatici come di una minaccia crescente per la sicurezza e la stabilità mondiale, Alexander Likhotal, ha illustrato soluzioni efficaci e linee guida socio-economiche necessarie perché si attui un cambiamento.
Egli ha inoltre informato la sessione della recente creazione di una Task Force sui Cambiamenti Climatici, guidata dal Presidente Mikhail Gorbaciov, Presidente Fondatore di Green Cross International, e che vanta, tra i componenti, le presenze dello stesso Likhotal, di Ian Dunlop e del Prof. Munasinghe.

20091117_summit-berlino3Likhotal ha delineato con precisione tre obiettivi della Task Force: esortare i governi a sfruttare appieno le opportunità che offre Copenaghen per arrivare ad un accordo globale sul clima che sia vincolante e coerente; ripensare circa le soluzioni internazionali ai cambiamenti climatici alla luce dei pericoli che si prospettano per la sicurezza e lo sviluppo umano; coinvolgere la società civile nella ricerca di soluzioni adeguate, dando così vita ad una massa critica che possa fare pressione per generare un cambiamento profondo della società.

Nell’esaminare le possibilità di arrivare ad un accordo significativo a Copenhagen, Ian Dunlop ha detto che c'è una profonda discordanza tra la scienza e l'azione politica. «Mantenere l'innalzamento della temperatura globale entro i 2 gradi centigradi – afferma Dunlop - ridurrebbe i rischi solo del 50%. Invece di 2 gradi il limite deve essere di 1 grado. Siamo già a + 0.8 gradi rispetto ai livelli preindustriali, quindi lo spazio rimanente è poco».

L'Ambasciatore Thomas Stelzer ha osservato che sebbene sembri che Copenhagen non possa portare ad un accordo legalmente vincolante, di certo costituirebbe la piattaforma per un accordo politicamente vincolante. «Questo dovrebbe concretizzarsi in Messico il prossimo anno o prima, – dice l’Ambasciatore - ma ciò influirebbe sul summit dedicato agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio del prossimo anno».

Sinceramente emozionata, Emily Büning (Delegata dei Giovani Tedeschi all'Assemblea Generale dell'ONU) ha sottolineato che il peso ricade sulla generazione più giovane. «Siamo sconvolti – conclude Büning - dal fatto che nulla si sta muovendo per Copenhagen. Allora perché non ci muoviamo? La situazione di stallo deve finire; saremo a Copenhagen. Non possiamo costringere le generazioni future a pagare i nostri debiti».

Nel momento in cui è emersa la questione della giustizia generazionale si è assistito ad un vivace scambio di vedute. Secondo l'opinione del pubblico i Premi Nobel dovrebbero usare la loro autorità morale per dire con onestà ai leader mondiali quando vanno “fuori rotta” nella lotta per salvare il nostro pianeta dalle conseguenze dei cambiamenti climatici.

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Per maggiori informazioni sulla Task Force sui Cambiamenti Climatici, leggi questo articolo

  • Per vedere il webcast della sessione speciale visita il sito: http://www.nobelforpeace-summits.org/web-tv/
  • Per maggiori informazioni, contatta: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it +41 22 789 1662.
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