Le parole chiave, i gas serra contemplati dal protocollo di Kyoto, gli organismi internazionali. Gran parte di quello che c'è da sapere in materia di clima e ambiente
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| Termine | Definizione |
|---|---|
| Paesi dell'allegato I / le parti |
Gruppo di Paesi inclusi nell'allegato I (come modificata nel 1998) alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, compresi tutti i Paesi sviluppati, l'Organizzazione di cooperazione economica e lo sviluppo, e le economie in transizione da una economia pianificata ad un economia di mercato (i Paesi ex comunisti e le repubbliche nate dal dissolvimento dell’URSS). Per impostazione predefinita, gli altri Paesi sono denominati non compresi nell'allegato I paesi. Ai sensi degli articoli 4.2 (a) e 4.2 (b), della convenzione, i Paesi ricompresi nell’Allegato I si impegnavano in particolare a ritornare singolarmente o congiuntamente ai livelli del 1990 delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2000. Obiettivo non raggiunto neppure parzialmente essendosi in presenza per ogni singolo Paese e per il loro insieme ad un aumento, con la sola eccezione dei Paesi ex URSS dove però il crollo del sistema industriale avvenuto nella prima metà degli anni ’90 e non iniziative ambientalmente significative è stato il responsabile della decrescita delle emissioni. |
| Parti per miliardo (PPB) |
Numeri di parti di una sostanza chimica presente in un miliardo di parti di un particolare gas, liquido o solido. |
| Parti per milione (PPM) |
Numeri di parti di una sostanza chimica presente in un milione di parti di un determinato gas, liquido o solido. |
| Particolato (PM) |
Piccolissimi "pezzi" di materia solida o liquida, come le particelle di fuliggine, polveri, fumi, nebbie o aerosol. Le caratteristiche fisiche delle particelle, e il loro modo di combinarsi con le altre particelle, sono parte dei meccanismi di feedback dell'atmosfera. Nei processi di analisi dei rischi ambientali e della salute si tengono in considerazione usualmente i PM10 ed i PM2,5, che rispettivamente comprendono il particolato con diametro fino a 10 micrometri (pari a un centimillesimo di metro) e fino a 2,5 micrometri (pari a un quarto della dimensione precedente). |
| PdK |
vedi Protocollo di Kyoto. |
| Perfluorocarburi (PFC) |
Gruppo di prodotti chimici di composti di carbonio e fluoro, emessi come sottoprodotti di processi industriali e sono utilizzati anche nel settore manifatturiero. Questi prodotti chimici (prevalentemente CF4 e C2F6) sono stati introdotti come alternative, insieme con gli idrofluorocarburi, alle sostanze che riducono lo strato di ozono. I PFC non danneggiano lo strato di ozono stratosferico, ma sono potenti gas ad effetto serra: il CF4 ha un potenziale di riscaldamento globale (GWP) di 5.700 mentre il C2F6 ha un potenziale di riscaldamento globale di 11.900. |
| Permessi di emissione |
Strumenti di politica ambientale che attribuiscono un diritto di emissione ai loro possessori. L’autorità di governo emette un numero di permessi coerente con il livello complessivo prestabilito di emissioni. Il proprietario dei permessi può scegliere di utilizzarli – rilasciando una quantità di emissioni corrispondente a quella consentita dal totale dei permessi posseduti – o di venderli. Si viene così a creare un mercato dei permessi il cui prezzo rifletterà il costo marginale di abbattimento delle emissioni. Questo costo viene minimizzato, per il sistema nel suo complesso, grazie alla possibilità di ridurre le emissioni là dove l’abbattimento è meno oneroso: i soggetti per i quali è meno costoso abbattere ridurranno infatti le emissioni in misura relativamente maggiore e venderanno i permessi a coloro per i quali l’abbattimento è più oneroso. Nell’ultimo decennio sono state avviate varie esperienze di utilizzo di questo meccanismo per problemi di inquinamento locale e nazionale di varia natura. L’Ue intende avvalersi principalmente di tale strumento per contenere le emissioni di gas serra del settore industriale. |
| Pinatubo |
Vulcano delle isole filippine che scoppiò nel 1991. L'eruzione del Pinatubo ha immesso in atmosfera una considerevole quantità di particolato e di solfati sotto forma di aerosol, capaci di bloccare una parte della radiazione solare in entrata. L'evento inatteso ha effettivamente raffreddato il pianeta dal 1992 al 1994, mascherando il riscaldamento che era stato presente durante gli anni 1980 e 1990. |
| Pozzi di assorbimento del carbonio |
Elementi dell’ambiente naturale (ad esempio le foreste) in grado di assorbire CO2 dall’atmosfera nel corso del suo ciclo di vita e di rilasciare gas serra al termine, a causa del processo di decomposizione o dell’utilizzo che ne viene fatto (combustione). Sono in corso studi e ricerche che stanno cercando di valutare le modalità più corrette per valutare l’apporto fornito (in diminuzione) da tali elementi alle emissioni totali prodotte da un Paese. |
| Protocollo di Kyoto |
Nel Protocollo di Kyoto del 1997 sono stati concretizzati gli obiettivi e i principi della Convenzione quadro dell’ONU sul clima del 1992. La normativa obbliga i Paesi industrializzati a ridurre in media del 5,2 per cento rispetto al 1990, nella prima fase (2008–2012), le emissioni responsabili dei gas a effetto serra. Gli Stati Uniti non hanno ratificato il Protocollo di Kyoto. |
| Protossido di azoto (N2O) |
Denominato anche ossido di azoto, è considerato uno dei principali gas a effetto serra. Le sue principali fonti di emissione sono i processi di produzione del nylon, la combustione di biomassa, i combustibili ricchi di azoto (soprattutto carbone) e l’uso di fertilizzanti azotati. Per la sua capacità di intrappolare calore (in quantità 230 volte maggiori alla CO2), si calcola che il protossido di azoto contribuisca all’aumento dell’effetto serra per il 6%. |

