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Giappone, Fukushima: disastro senza tempo con effetti imprevedibili PDF Stampa E-mail

20110406_fukushimaWalter Ganapini: «disastro in Giappone potenzialmente superiore a Chernobyl»

Il disastro di Fukushima, nella valutazione di tutti gli organismi internazionali, si sintetizza in un dato: non è Chernobyl. Vero. Tutti convergono però anche nel dire: potrebbe essere molto peggio.

Dobbiamo tenere conto ad esempio di quanto sta accadendo nel tratto di mare prospiciente la centrale e le oltre diecimila tonnellate che si stanno sversando, acqua altamente radioattiva.

Già ora i dati dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica convergono nel riscontrare di fronte a Fukushima livelli di contaminazione 10.000 volte superiori alla norma. Per la stampa giapponese, addirittura 7,5 milioni di volte.

Le autorità di Tokyo si sono affrettate a dire: tutto si diluirà nell’oceano, non c’è da preoccuparsi. È vero che ci sarà una diluizione. Purtroppo per noi tutti, in natura esiste l’accumulo biologico: attraverso le catene alimentari, gli elementi prima dispersi tornano a raggrupparsi, fino a arrivare all’uomo, consumatore finale.

Possiamo prevedere ora quali saranno gli effetti sulla salute?

Per avere un’idea, consideriamo come l’inquinamento marino negli anni ha portato sulle nostre  tavole i «tonni al mercurio» (e, sempre in Giappone, al terribile «Morbo di Minamata» ). A breve, nella zona, i problemi maggiori  saranno con i molluschi, che sono forti concentratori, poi con le alghe. Sul lungo termine avremo mutazioni genetiche dell’ittiofauna. Difficile dire adesso quali saranno gli effetti su di noi. Ma ci saranno.

E veniamo all’aria. I venti hanno spirato prevalentemente a est, tanto che sono state misurate concentrazioni significative di particelle alle Hawaii e quindi a Los Angeles, in California. Poi le correnti si sono dirette anche verso ovest: lo iodio 131 è stato rilevato così in Italia, seppure in modestissima entità. Ricordo che lo iodio 131 ha un’emivita di otto giorni, molto breve, dunque. Ma in quegli otto giorni è aggressivo per la tiroide. I danni maggiori questo elemento può provocarli intorno alla centrale, eppure c’è resistenza da parte del governo di Tokyo a estendere oltre i 30 chilometri la zona di evacuazione «volontaria» (gli Usa hanno indicato 80 chilometri).
Il grande timore dell’Aiea: il fenomeno avrà una  durata imprevedibile, e perciò potrebbe generare rilasci a lungo termine più gravi di quanto accaduto in Ucraina.

Pensiamo alla contaminazione ambientale dopo Chernobyl: 50 mila chilometri quadrati in Ucraina, 60 mila in Russia e 46 mila in Bielorussia. In queste regioni abbiamo contaminazione di stronzio, cesio e plutonio, che durano da qualche decina a molte migliaia di anni.

Veniamo a Fukushima: da qui è derivata una contaminazione radioattiva globale al momento inferiore a quella di Chernobyl. Ma se non sarà arginata, a partire dalla «stabilizzazione» termica dei reattori interessati, si potranno generare fenomeni gravissimi, i cui effetti, potenzialmente planetari, conosceremo solo tra molto tempo.

Walter Ganapini è membro onorario Comitato scientifico Agenzia europea per l’ambiente, socio fondatore e componente del Consiglio di Presidenza di Green Cross Italia.

Fonte: Corriere della Sera

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