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Terremoto in Giappone: dichiarazione di Alexander Likhotal, presidente di Green Cross International PDF Stampa E-mail

20101112_al_hiroshimaLe riflessioni di Green Cross a seguito del sisma e del conseguente tsunami che hanno colpito il Giappone venerdì 11 marzo

Ora è la volta del Giappone. Un nuovo terribile disastro ha colpito una delle nazioni più sviluppate, innovative e ben organizzate in tutto il mondo, fungendo da monito per ricordarci i pericoli che possono derivare dall’egoismo, dall’arroganza e dalla cecità del genere umano.

Migliaia le vittime di questa tragedia ma grande il peso dei sopravvissuti, di coloro che si trovano ad affrontare la sofferenza fisica e psicologica e, in molti casi, gli ingenti danni materiali ed economici di cui ancora manca una stima precisa. L’enorme zona d’impatto e l’alta densità di popolazione interessata ci portano naturalmente ad avere compassione e solidarietà per il popolo giapponese.

Tuttavia non possiamo negare l’evidenza e fallire nel tentativo di dare una spiegazione a ciò che realmente è accaduto - certamente è difficile rintracciare le cause di un terremoto così forte ma non può trattarsi di una coincidenza il fatto che, a ben guardare le osservazioni strumentali, l’ultimo decennio sia stato caratterizzato da anomalie della temperatura superficiale sempre maggiori - la temperatura del globo è aumentata di 0,43 gradi. Le analisi scientifiche dei fattori e delle dinamiche del cambiamento climatico, così come quelle dei record paleo-climatici, sostenute da evidenti e documentati segnali di cambiamento in tutto il mondo, confermano che sono le attività umane che, su una scala senza precedenti, minacciano di destabilizzare il clima e i sistemi di supporto vitale del pianeta da cui l’umanità dipende. Non sono state avanzare teorie alternative per spiegare questi cambiamenti e, in egual misura, la crescita associata alla frequenza e alla devastazione delle catastrofi naturali.

Un altro punto che bisogna comprendere nella nostra analisi è il pericolo del nucleare. L’incidente alla centrale nucleare giapponese dimostra che l’energia nucleare “sicura” è una contraddizione in termini. La lobby del nucleare ha utilizzato la mancanza di gravi incidenti nucleari dopo quello avvenuto a Chernobyl 25 anni fa come una “prova” della “sicurezza” dei reattori di nuova generazione, facendo cullare il mondo in illusioni confortanti ma che non trovano alcuna conferma. L’incidente di Fukushima è un ricordo sconvolgente della minaccia nucleare, degli potenziali rischi per i cittadini di oggi e per le generazioni future e tutto ciò sottolinea la necessità vitale di un’inversione mondiale a un’economia verde.

15 March 2011 – Traduzione dal nostro network internazionale www.gci.ch

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