| Immagini per la Terra: Napolitano risponde alle domande degli studenti |
|
|
|
Il Presidente Giorgio Napolitano risponde alle domande dei vincitori della XIX edizione del concorso Immagini per la Terra
Scuola paritaria comunale “Angela Fresu” - Foggia Domenica Martino D: Perché le maestre ci dicono di rispettare sempre le regole e invece i grandi non le rispettano? R: Intanto perché i grandi non stanno a sentire le maestre. Considerate però le maestre ve lo dicono in modo che, quando voi diventerete grandi, sarete dei “grandi” che rispettano le regole. Scuola primaria “All’avventura con Tizi” - Nola (NA) Antonio Maria Loiacono D: In questi giorni abbiamo visto immagini alla televisione che ci hanno spaventato. Tutta questa pioggia ha distrutto dei Paesi e anche delle vite umane. Noi che siamo solo dei bambini, come possiamo prevenire questi disastri e crearci un futuro migliore? R: Da soli è un po’ difficile che voi ci riusciate però, se incitate i vostri genitori e, in generale, tutti i grandi a fare la loro parte, allora si potranno prevenire. È un po’ complicato perché chi fa ad esempio il ministro dell’Ambiente, e ce lo potrebbe dire l’onorevole Stefania Prestigiacomo, incontra molte imcomprensioni quando si tratta di spendere soldi per evitare disastri futuri. Tutto sommato, se uno spende dei soldi per far costruire qualcosa, fa bella figura mentre, se vuole spendere soldi per evitare che tra dieci anni ci sia un disastro, allora fa più fatica per ottenere questi soldi dal bilancio dello Stato. Più queste cose voi le capite e le dite ai grandi più ci si riuscirà. L’importante è essere molto tenaci. Scuola Primaria “Torello della Maggiore” - Staffoli fraz. Santa Croce sull’Arno (PI) Denise D’Anna D: Cosa possiamo fare noi per aiutare la natura? R: La natura è un po’ cattiva certe volte poi ci sono dei grandi cambiamenti. Una volta non arrivavano questi acquazzoni così violenti queste bombe d’acqua, però sapendo che oramai c’è questo cambiamento bisogna riuscire a prepararsi e a evitare il peggio. Per esempio se si costruisce una casa su un corso d’acqua e non si dovrebbe fare poi è chiaro che non solo viene travolta quella casa ma si ha un dissesto in generale di tutta quella zona e quindi bisogna sapere che ci sono questi rischi, che la natura non è sempre benigna e che i cambiamenti climatici sono un dato di fatto: prepariamoci ad evitare il peggio e stiamo attenti a dove costruiamo. Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” - Terni Elena Posati D: Signor Presidente, è sotto gli occhi di tutti quello che è successo in Liguria ed in Toscana in questi giorni. A scuola ne abbiamo parlato e discusso perché questa tragedia ci ha molto colpiti. Da Genova noi riusciremo a imparare qualcosa? R: Beh, da Genova ma anche da Vicenza, dove sono stato nell’autunno dello scorso anno a causa anche lì di una terribile alluvione. Si può dire che in Italia noi abbiamo due tradizioni: Una tradizione di disastri, soprattutto alluvionali, che provocano il dissesto del territorio come quello che avete visto a Genova; poi abbiamo un’altra tradizione, che è quella dei volontari, dei giovani studenti, con i loro momenti di mobilitazione. Un esempio è quello di Firenze, quando ci fu l’alluvione nel 1966. Anche in quel caso, come con Sandro Usai, alla cui memoria voglio ancora inchinarmi, ci sono stati degli angeli del fango che cercavano di salvare dal fango a Firenze i libri preziosi. Io credo che questa sia una lezione duplice che dobbiamo ricavare: preparaci a prevenire i disastri, lavorare guardando lontano, perché cambi effettivamente anche la situazione del nostro territorio e poi investire sui giovani, sulle loro energie, sul loro slancio, sulla loro capacità di essere solidali e anche di correre rischi e sacrificarsi. Istituto comprensivo “Bartolomeo Lorenzi” - Fumane (VR) Anna Mascanzoni D: Pensando alle catastrofi naturali che purtroppo ci interessano sempre più da vicino, lo scenario che si apre davanti a noi è di una rottura dell'equilibrio e dell'alleanza fra noi e la terra. Come ogni cittadino vi può contribuire? Ma soprattutto, basta solo la buona volontà dei singoli? È sempre stata un’alleanza un po’ difficile e un po’ incerta quella tra gli uomini e la natura perché gli uomini hanno anche prodotto gravissimi scempi con le loro azioni dissennate o seguendo soltanto il loro tornaconto individuale ed egoistito. Le politiche, quelle di tutela dell’ambiente e quindi di salvaguardia dei beni della natura, devono essere fatte in modo costante per molti anni, in quanto non sono politiche che si risolvono in tre, quattro o cinque anni. Parlo così pensando al fatto che si vota ogni cinque anni per il parlamento ma, in effetti, sia che si voti per il parlamento sia che cambi la situazione politica, non bisogna ricominciare sempre daccapo. Ci vogliono costanza e continuità nel perseguire questi obiettivi, sapendo che sono raggiungibili non in pochi anni ma solo in un periodo più lungo. Liceo Classico Tito Livio - Milano Martina Botti D: Crede sia possibile stabilire un rapporto di reciproca collaborazione tra gli enti pubblici locali e le strutture scolastiche in materia di risparmio energetico, in modo che poi ci sia un ritorno in termini di sostegno economico, a favore delle singole scuole? R: Il tema dell'energia si collega a uno sforzo per sfruttare risorse anche di carattere innovativo, energie nuove il cui sfruttamento non provoca danni all’ambiente o non ha costi insopportabili. Fin’ora nel nostro Paese abbiamo avuto una politica energetica basata sull’uso del petrolio e del gas. Dobbiamo pensare alle energie rinnovabili e oggi c'è chi lavora già in questo senso. Bisogna realizzare il massimo della cooperazione tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica, capacità di investire in modo giusto e, nello stesso tempo, formare i cittadini al rispetto di questi valori e all’utilizzazione migliore di queste risorse. Liceo scientifico Niccolò Copernico - Prato Lorenzo Sarti D: Sig. Presidente, come pensa che noi studenti si possa al meglio partecipare al progresso della conoscenza e dei comportamenti civili da attuare nel bene dell'ambiente e degli individui? R: Io credo che voi dobbiate porvi il problema guardando un po’ più avanti, non solo a quello che fate quando siete studenti, contribuendo alla costruzione di un’Italia sempre più viva dal punto di vista della partecipazione civile e politica. Perchè c’è poco da fare, queste sono questioni che si risolvono, al di là della spinta che può venire da voi, con politiche e scelte che devono prendere i poteri pubblici e che devono essere condivise anche da tante espressioni della società civile. Voi però potete cominciate ad approfondire questi problemi, guardando ad esempio qual’è il rapporto tra la necessità di fare investimenti in infrastrutture e tutelare il nostro patrimonio paesaggistico. Non bisogna dimenticare poi che i “guasti” più grossi li ha fatti la criminalità organizzata, basti pensare a quello che è successo in Italia con i rifiuti, alle forme di inquinamento che bisogna ben studiare e fronteggiare. Liceo classico “Giuseppe Palmieri” - Lecce Jacopo Candido D: Sig. Presidente, quale consiglio sente di poter dare a noi studenti per promuovere, tra i nostri coetanei ma anche tra gli adulti, il rispetto dell’ambiente e delle regole? Più in generale quale secondo Lei è il modo migliore per noi per incidere nel presente e nel futuro del nostro Paese? R: Beh, intanto organizzatevi come studenti - se mi permettete - non soltanto per dire dei no, non soltanto per protestare contro quello che non va nella scuola, contro quello che non va nell'Università, man mano che ci arrivate. Organizzatevi per fare delle proposte, per sollecitare delle scelte, per indicare delle necessità che sono vitali per lo sviluppo del Paese. Link correlati: Napolitano premia i giovani reporter I nominativi delle scuole premiate L'intervento del neo ministro dell'Ambiente Le foto della cerimonia 21 NOV 2011 |






Il Presidente Giorgio Napolitano risponde alle domande dei vincitori della XIX edizione del concorso Immagini per la Terra

