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Iniziative internazionali

Il Cinema protegge il clima: lanciato il tavolo nazionale per il cinema green PDF Stampa E-mail

20140827_vademecumAttori istituzionali e del mondo dell’industria con un unico obiettivo: ridurre le emissioni di CO2 di tutta l’industria cinematografica

Alla 74. Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia per la prima volta numerose sigle del mondo del cinema italiano, stakeholder, produttori ed enti di ricerca scientifica hanno incontrato le istituzioni per individuare un percorso comune per ridurre gli impatti ambientali della filiera produttiva del cinema ed essere di esempio per tutti i cittadini.

Organizzata insieme a ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, nell’ambito della settimana di iniziative verdi del Green Drop Award, il premio dedicato all’Ambiente della Mostra, si è svolta la tavola rotonda “IL CINEMA PROTEGGE IL CLIMA”, alla quale hanno partecipato rappresentanti del Ministero dei Beni culturali, dell’ANICA, delle Film Commission italiane, della campagna “Film4Climate” della World Bank, la Fondazione Ente dello Spettacolo, la Fondazione Ecosistemi e produttori e artisti cinematografici.

L’incontro di oggi è servito per lanciare un tavolo di concertazione fra tutti i soggetti istituzionali, tecnici e culturali per la realizzazione di linee guida ufficiali per la realizzazione di un cinema amico dell’ambiente, dalle produzioni sostenibili fino alla ristrutturazione delle sale cinematografiche” ha spiegato Marco Gisotti, Direttore del Green Drop Award e responsabile della campagna di Green Cross Italia ed ENEA “Cinema in classe A”.

Green Cross Italia ed ENEA collaborano da molti anni in diversi progetti legati all’innovazione tecnologica e all’ambiente, per esempio nella cooperazione nei Paesi in via di sviluppo. Cinema in Classe A nel suo primo anno di vita ha dato risultati molto importanti sia sul piano del coinvolgimento popolare che su quello della ricerca. Sono stati raggiunti più 750.000 utenti con oltre tre milioni di visualizzazioni sul web ed è stato realizzato il “Primo rapporto nazionale su efficienza ambientale e cinema in Italia”.

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In Italia si stima che ogni anno di facciano 5.880 giorni di riprese; se l’intera industria cinematografica italiana adottasse uno dei protocolli oggi esistenti, si potrebbe ottenere una riduzione delle emissioni pari a 1.120 tonnellate di CO2, equivalenti a quelle relative all’illuminazione pubblica annuale di un comune di oltre 10.000 abitanti, o ai consumi di gas di 1.200 famiglie” ha continuato Gisotti.

La principale novità sta nell’aver introdotto l’analisi energetica nel mondo delle sale cinematografiche, vere e proprie “fabbriche” che consumano milioni di kWh di energia elettrica ogni anno. Per fare un esempio, un multisala di grandi dimensioni arriva a consumare fino a 2 milioni di kWh all’anno” – ha spiegato Antonio Disi, Responsabile del servizio Sviluppo e trasferimento degli strumenti di conoscenza dell’Unità Efficienza Energetica dell’ENEA.

I consumi principali delle sale – continua Disisono ovviamente concentrati soprattutto negli orari di apertura al pubblico e in gran parte delle strutture la fornitura elettrica viene utilizzata per alimentare la cabina di proiezione, l’impianto di illuminazione, le attrezzature presenti nel foyer e nei bar, le attrezzature presenti all’interno degli uffici e l’impianto di climatizzazione estiva e di ventilazione meccanica. Ci sono interventi che possono consentire un importante risparmio energetico, a partire da quelli sul sistema di illuminazione con l’impiego di tecnologia Led, che permettono risparmi considerevoli anche nell’ordine del 50-60% se rapportati alle tecnologie attualmente in uso. Si passa poi per l’installazione di sistemi di monitoraggio della climatizzazione, che può portare risparmi annui pari al 15-20% del consumo energetico dovuto alla climatizzazione, inoltre la rivoluzione green delle sale cinematografiche deve passare anche per la sensibilizzazione e la formazione del personale. Tutte attività che possono portare ad un risparmio energetico pari al 2-3% del consumo energetico nazionale complessivo”.

Nevina Satta della Film Commission Sardegna da sempre attenta ai problemi della sostenibilità nel cinema ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa “Questo tavolo svolge un compito strategico: aggregare le diverse realtà che operano nel settore. Con la consapevolezza che l’industria cinema non è quella che inquina di più al mondo ma è sicuramente quella che ha il più alto potenziale di immaginario e quindi di coinvolgimento del pubblico”. Ha poi aggiunto: “Siamo in una fase in cui è possibile dare un segnale di innovazione metodologica con un alto livello innovazione dei contenuti. A questo proposito le film commission sono anche spesso amministratici di fondi regionali destinati alla valorizzazione del prodotto culturale” e ha concluso “abbiamo la responsabilità di erogare i contributi ma anche di verificarne l’utilizzo, così come le scelte da parte delle produzioni”.

L’Italian Film Commission, nell’ambito della sua promozione di attività ecosostenibili – ha spiegato Luca Ferrario, vicepresidente dell’associazione -, stimola infatti i propri associati ad adottare buone pratiche in questo contesto e, in particolare, lavora alla diffusione del modello sviluppato in Trentino, dove è attivo il primo Film Fund regionale che certifica e premia le produzioni green, attraverso il disciplinare T-GREEN FILM”.

Una tendenza che dal locale può arrivare al globale e viceversa secondo Giulia Braga della World Bank promotrice della Campagna Film4Climate:“È necessario lavorare a un protocollo internazionale per la produzione sostenibile del cinema che coinvolga tutti gli attori e il pubblico compreso”.

Dobbiamo lavorare tenendo conto anche di ciò che di positivo è già successo in Italia negli ultimi anni, dallo scorso maggio, per esempio, siamo l’unico paese in Europa che ha adottato criteri ambientali e sociali come obbligatori negli appalti e nell’acquisto di beni pubblici. È conseguente che anche le industrie culturali, il cinema in testa lo dovranno diventare” ha aggiunto Silvano Falocco, economista ambientale, direttore della Fondazione Ecosistemi, promotrice di GREENfest e responsabile del Forum CompraVerde.

Presente anche l’ANICA con Ludovica Baldan che nel portare il saluto del Presidente Francesco Rutelli  ha spiegato come l’associazione guardi “con grande interesse a questa iniziativa che prevede azioni concrete tra tutti gli attori della filiera dell’industria del Cinema” e come continuerà a seguirla “per capire cosa poter fare insieme”.

In chiusura Paolo Masini del Ministero delle Attività e dei Beni Culturali ha dichiarato “L’ idea di un tavolo di lavoro come questo è molto innovativa e può dare un grande contributo in un settore importante quale quello dell’industria cinematografica. Innanzitutto per veicolare messaggi utili, a partire dalle produzioni fino a intervenire nelle fasi creative delle opere filmiche per contribuire alla sensibilizzazione di tutti”.

Nel corso della Tavola rotonda è intervenuto anche Paolo Rossi, produttore cinematografico titolare delle Genoma Film che ha presentato, come “best practice”, l’opera del 2017 “Nobili bugie” di Antonio Pisu con Claudia Cardinale e Raffaele Pisu.

Per la realizzazione di “Nobili Bugie” a impatto zero, c’è stato un ripensamento dell’intero ciclo produttivo – da detto Rossi – adottando comportamenti virtuosi di risparmio, rispetto e uso intelligente delle risorse. Lo studio per la realizzazione del film a basso impatto ambientale è stato effettuato da AzzeroCO2 e si basa sull’analisi delle emissioni di CO2 determinate dai consumi energetici e dei trasporti legati alla produzione del film e sulla messa in opera di buone pratiche volte alla riduzione delle emissioni climalteranti”.

E sempre al film “Nobili Bugie”, nel corso della presentazione del Green Drop Award, è consegnato nelle mani della protagonista Claudia Cardinale il premio “Cinema in Classe A”.

SET 2017

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