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Armi chimiche, la Russia distrugge le ultime scorte PDF Stampa E-mail
20171005_Paul-Walker_disarmo-convenzione-armi-chimichePaul Walker: «Una giornata storica per il disarmo»

«Sono passati più di 23 anni da quando feci visita all’impianto della città di Shchuchye, a circa 1.800 km da Mosca, che all’epoca conteneva oltre 5.400 tonnellate di agente nervino, immagazzinato in bombe aeree e testate missilistiche. Il processo di smantellamento è stato complesso e impegnativo e la Russia merita un elogio per aver eliminato definitivamente un’intera classe di armi di distruzione di massa». Le dichiarazioni di Paul Walker, direttore del programma “Sicurezza e sviluppo sostenibile” di Green Cross, fanno seguito alla giornata storica del 27 settembre in cui la Russia ha distrutto gli ultimi armamenti chimici detenuti nei suoi arsenali, in anticipo rispetto agli accordi presi in base alla Convenzione sulle Armi Chimiche.

A vent’anni dalla firma a Parigi di questo importante trattato internazionale che proibisce la produzione, la detenzione e l’uso di armi a base di sostanze chimiche letali, entrato in vigore nel 1997 con la fondazione dell’OPCW (Organization for the Prohibition of Chemical Weapons) - OPAC e oramai ratificato da 188 nazioni, la lunga campagna russa dimostra come, sul lungo periodo, sono ipotizzabili ed effettivamente realizzabili programmi volti alla riduzione su larga scala degli arsenali di armi di distruzione di massa.

20171005_Paul-Walker_disarmo-convenzione-armi-chimiche_02Nonostante l’importante risultato sinora conseguito (è stato distrutto il 90% delle scorte di queste armi, una percentuale che dovrebbe arrivare al 99%, con lo smantellamento o la riconversione a usi pacifici degli impianti di produzione), restano alcuni nodi irrisolti e la Convenzione dovrà essere ripensata alla luce dei recenti sviluppi tecnologici e strategici. Ad esempio, bisognerà ragionare sull’eliminazione definitiva delle migliaia di tonnellate di rifiuti tossici derivanti dai processi, oltre che sulla decontaminazione delle strutture demilitarizzate.

Oltre alla Russia, i Paesi che hanno ufficialmente ammesso di essere in possesso di armi chimiche sono Albania, Corea del Sud, India, Iraq, Libia, Siria e Stati Uniti. Eccetto USA e Iraq, gli altri Paesi hanno già provveduto a neutralizzare le loro riserve. Gli Stati Uniti, che hanno avviato il programma per l’eliminazione delle scorte di armi chimiche nel 1990, hanno distrutto finora circa 28mila tonnellate presenti in 9 siti. Il rimanente 9% verrà distrutto entro il 2023.

Dall’entrata in vigore della Convenzione sulle armi chimiche, il programma Disarmo di Green Cross ha contribuito a promuovere e rafforzare il processo di distruzione di armi nucleari mediante un lavoro di mediazione, informazione e ricerca scientifica, oltre ad aver realizzato progetti sociali a favore delle persone colpite dall’inquinamento chimico e radioattivo. L’impegno della nostra Ong in questo campo continua ad essere assiduo, nell’ottica di rendere universale la Convenzione, oltre che promuovere il coinvolgimento attivo e migliorare la consapevolezza sull’eliminazione delle stesse.

Su questa strada, la prossima riunione della Coalizione per la Convenzione per la Proibizione delle Armi Chimiche si terrà dal 27 novembre al 1° dicembre 2017 a L’Aia, nei Paesi Bassi, all’interno della 22esima Conferenza annuale degli Stati membri dell’Organizzazione.

5 OTT 2017
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