FOCUS SULLA BOLIVIA

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Acqua For Life in Bolivia

L’estensione della campagna Acqua for Life alla Bolivia, il Paese più povero del sud America, si concentra sul sostegno a comunità piccole e isolate che vivono nella provincia di Cordillera nella regione di Santa Cruz.

Di seguito un estratto dell’intervista al vicepresidente di Green Cross Bolivia Faride Tirado realizzata dal blogger di Pandemia.info Luca Conti.

Qual è la situazione dell’acqua potabile nel Tuo Paese? In quanti non hanno ancora l’acqua potabile?

Il rifornimento idrico in Bolivia è garantito da tre importanti bacini: il fiume Madera appartenente al Bacino Amazzonico, il Bacino del Rio della Plata e i noti bacini chiusi, come il celebre Lago Titicaca e il Poopo. L’acqua dolce dei bacini suddetti viene fatta affluire attraverso diversi fiumi, che riforniscono d’acqua i Boliviani, specie nelle comunità rurali, dove l’acqua è adoperata sulla base delle proprie usanze e costumi. Un’altra sorgente d’acqua sono i ghiacciai della Cordigliera delle Ande. Tuttavia, a causa del cambiamento climatico, la portata degli stessi diminuisce man mano. I ghiacciai stanno scomparendo progressivamente.
La disponibilità delle risorse idriche dipende piuttosto dalle condizioni meteorologiche: piove nell’arco di 3 – 4 mesi l’anno.

La popolazione rurale è costretta a subire la siccità durante lunghi mesi, in cui mancano le precipitazioni, nonché le carenze create da un consumo irregolare e dai problemi per potabilizzare l’acqua.

La popolazione maggiormente colpita dalla scarsità delle risorse idriche è quella del Chaco Boliviano, dove la siccità è una costante. Questa è l’area più svantaggiata per quanto riguarda il rifornimento d’acqua potabile (area del progetto Acqua for life).

Nel 2012 la Bolivia è ancora uno fra i Paesi con carenze riguardanti il rifornimento dell’acqua potabile. Più deficitaria ancora è la copertura per il trattamento delle acque reflue che consentirebbe la conservazione di importanti sorgenti idriche.
Ancora una volta, le popolazioni più colpite sono quelle rurali: la costruzione di impianti destinati alle reti d’acqua potabile è troppo esosa per quelle comunità, perché insediate in centri urbani sparsi sul territorio e a notevole distanza fra loro.

In un’ottica tecnico-economica, investire nella costruzione d’impianti per il trattamento dell’acqua potabile comporterebbe costi altissimi se rapportati al consumo, ai quali vanno aggiunti i costi di manutenzione degli impianti.
Ma c’è un ulteriore grave problema riguardante l’acqua potabile: gli abitanti dei territori intorno ai fiumi e ai laghi ritengono che le sorgenti d’acqua siano discariche oppure dei posti adatti a lavare i panni con detersivi altamente contaminanti. Essi canalizzano i propri rifiuti domestici verso quelle sorgenti d’acqua.

Gli abitanti delle città invece sprecano l’acqua, soprattutto a causa dell’inefficienza degli impianti idrici di collegamento. Ciò provoca perdite che si aggirano sul 30%-50% circa dell’acqua precedentemente potabilizzata.

Questi problemi, legati alla gestione e all’utilizzo dell’acqua, pongono l’esigenza di sviluppare programmi educativi volti a rendere consapevole la popolazione sui problemi della conservazione delle sorgenti d’acqua e del giusto utilizzo delle stesse. Inoltre, tramite tali programmi, le popolazioni urbane dovrebbero imparare a riconoscere la responsabilità del singolo per quanto riguarda la manutenzione adatta degli impianti appartenenti alle reti di rifornimento idrico. Noi tutti dobbiamo essere consapevoli del fatto che l’acqua è un bene che scarseggia e si può esaurire.

Puoi descrivere i rapporti fra Green Cross e la popolazione locale/comunale?

I rapporti con la popolazione locale/comunale sono estremamente importanti. Per ciascuna iniziativa sviluppata, in prima battuta Green Cross avvia presso la popolazione locale una consultazione riguardante i problemi, allo scopo di trovare insieme il modo di risolverli. Così facendo sono portati avanti tutti i progetti. Una volta ottenuto il sostegno della popolazione locale, si cerca di ottenere anche quello dei leader e delle autorità locali, per far sì che i progetti si possano sviluppare in un quadro di trasparenza.
I sindaci sono gli alleati più importanti per i progetti di Green Cross. Loro stessi spesso ci hanno presentato le proprie iniziative per lo sviluppo, allo scopo di favorire la cooperazione e far sì che noi cercassimo le risorse. L’alleanza fra autorità locale (Sindaco) e popolazione locale è alla base di ogni progetto sviluppato da Green Cross.

Qual è e quale sarà l’impatto dei progetti di Green Cross Italia e Acqua for Life? Ci sono tanti esempi?

Fornire sistemi di raccolta d’acqua piovana oppure tramite la perforazione di pozzi a pompaggio manuale ha notevoli conseguenze sull’approvvigionamento d’acqua potabile presso quelle comunità dove lo Stato non arriverà mai con la propria rete idrica. Green Cross offre soluzioni alternative al rifornimento d’acqua presso le famiglie di comunità sperdute. Ciò ha un impatto sul miglioramento delle condizioni sanitarie, diminuisce la mortalità infantile legata alle infezioni gastroenteriche e rende più idonea l’alimentazione presso le famiglie.

Un importante esempio attuativo di un progetto simile a quello di “Acqua for Life” si trova presso la comunità aborigena di San Antonio di Lomerío in Bolivia. Lo stesso fu sostenuto da Green Cross Japan che ha provveduto a costruire oltre 40 sistemi di raccolta d’acqua piovana diversi anni fa. In questo modo è stato risolto il problema del rifornimento d’acqua potabile, e le condizioni sanitarie delle famiglie oggi sono migliori di gran lunga. Inoltre, bisogna sottolineare che alcuni serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana sono stati installati presso le abitazioni di famiglie che volevano dedicarsi al turismo. Una volta l’ostacolo principale per lo sviluppo di questi affari era proprio il rifornimento d’acqua potabile ai turisti. Ora grazie al serbatoio d’acqua piovana, le famiglie indigene sono riuscite ad avere una fonte di reddito con questi affari.

Che cosa vorresti dire ai donatori di Acqua for Life e ai donatori di Green Cross Italia?

Grazie per il loro grande sostegno. Grazie a loro e agli sforzi da loro fatti per trovare le risorse, si riesce a migliorare la qualità della vita di molte famiglie boliviane, soprattutto dei bambini e le bambine nelle scuole delle comunità più isolate, specie nel Chaco boliviano, il territorio dove l’acqua scarseggia di più. Il loro sostegno è importantissimo e i risultati dei progetti saranno gratificanti per tutti.

Devono essere certi del fatto che si fa grande attenzione alle risorse che vengono donate. Le stesse sono utilizzate nel modo giusto. Il loro sostegno è alla base del lavoro atto a innescare lo sviluppo umano non solo in termini di qualità della vita ma anche di miglioramento produttivo.

L’intervista integrale, a cura di Luca Conti, è pubblicata su www.pandemia.info al seguente link:

http://www.pandemia.info/2012/05/28/6786.html
© Riproduzione riservata

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