Smart Water for Green Schools

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Smart Water for Green Schools

Nato con l’obiettivo di utilizzare l’acqua come mezzo per assicurare alimentazione, igiene e istruzione ai bambini dei villaggi delle zone rurali e marginali dei Paesi in via di sviluppo, il progetto Smart Water for Green Schools (SWGS) è stato lanciato a partire dal 2009 in Ghana e successivamente si è esteso anche in Bolivia.

Obiettivo primario di Green Cross è quello di fornire un apporto alla prevenzione delle dispute e dei conflitti legati all’accesso e all’uso delle risorse naturali, per questo SWGS si propone di intervenire in quelle situazioni dove è ancora possibile invertire il degrado delle condizioni ambientali per consentire alle comunità locali di vivere in modo dignitoso.

Il modello del progetto prevede la realizzazione di sistemi di captazione delle acque piovane e di servizi igienici, il ripristino e la messa in sicurezza di vecchi pozzi e la realizzazione di nuovi impianti.

La gestione delle infrastrutture è assicurata dalle comunità rurali e in ogni villaggio vengono formate persone in grado di provvedere alla manutenzione delle opere.

Infine, le scuole che più lo necessitano vengono ristrutturate e ricevono i materiali didattici di supporto.

La diffusione della nostra organizzazione in oltre 30 Paesi permette di avere il pieno coinvolgimento delle popolazioni locali, in modo da consentire loro la partecipazione a tutte le fasi del lavoro, dalla realizzazione delle opere fino alla gestione diretta delle infrastrutture, una volta terminate.

Tra le numerose organizzazioni nazionali di Green Cross che si impegnano su questo progetto, Green Cross Italia fin da subito ha voluto dedicarsi concretamente a SWGS, assumendo un ruolo di partner privilegiato con le filiali africane.

Dopo il completamento di cinque interventi nei villaggi della regione Nord del Ghana, il progetto è stato esteso alla regione Orientale dove, nel 2011, sono stati raccolti e distribuiti oltre 43 milioni di litri d’acqua per le comunità di 16 villaggi. L’obiettivo immediato coinvolge anche la Bolivia ed è quello di completare, entro fine anno, i lavori avviati nei due Paesi affinché altre 18 comunità possano usufruire di adeguati sistemi di approvvigionamento idrico.

Le comunità selezionate insieme a Green Cross Ghana e Green Cross Bolivia si trovano in una situazione critica, a causa del limitato accesso a una fonte d’acqua potabile e sicura e delle scarse condizioni igieniche.

I bambini che frequentano le scuole coinvolte dal progetto devono percorrere ampie distanze per attingere l’acqua da fonti contaminate, come ruscelli e fiumi, che spesso fungono da abbeveratoi anche per il bestiame. Molto frequenti sono patologie come la schistosomiasi e la diarrea, causate  entrambe dall’assunzione di acqua contaminata, con la conseguenza che anche i tentativi di scolarizzazione risultano compromessi.

La mancanza di strutture sanitarie adeguate fa sì che venga utilizzato l’ambiente circostante per espletare le proprie funzioni biologiche, cosa che aggrava l’inquinamento dell’area, in particolare delle falde acquifere più superficiali.

I sistemi per la raccolta d’acqua piovana costruiti da Green Cross utilizzano come superficie di captazione i tetti delle scuole e l’acqua filtrata viene raccolta in una cisterna vicina, immediatamente disponibile. Le latrine ecologiche permettono di ottenere del fertilizzante e migliorare le condizioni sanitarie di tutta la comunità. A supporto dei sistemi di raccolta di acqua piovana, vengono, inoltre, riattivati pozzi dismessi e costruiti nuovi pozzi.

I membri delle comunità coinvolte partecipano attivamente ai lavori e beneficiano di corsi di formazione, funzionali sia alla gestione sia alla manutenzione delle opere realizzate.

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Giorgio Armani per il Ghana

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Giorgio Armani

Molto attento ai problemi collegati all’ambiente e in particolare all’acqua, il noto stilista Giorgio Armani ha deciso di impegnarsi personalmente per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle risorse idriche e di sostenere il nostro progetto SWGS, supportando gli interventi in alcuni villaggi del Ghana e della Bolivia. Questo permetterà di donare ai bambini di Ghana e Bolivia e alle loro comunità le infrastrutture atte a fornire milioni di litri d’acqua potabile ogni anno.

Grazie alla campagna di solidarietà Acqua for Life, l’acqua potabile è già stata resa disponibile in 16 comunità e si prevede il completamento di altri 18 villaggi entro fine anno.

Di seguito, un estratto dell’intervista rilasciata da Giorgio Armani e pubblicata dal mensile Vanity Fair.

Signor Armani, è la prima volta che si assume l’impegno di una campagna così importante?

«Sono sempre stato molto consapevole dei problemi collegati all’ambiente e in particolare all’acqua, l’elemento più prezioso ed essenziale per la nostra vita. Quest’anno ho deciso di dedicarmi a una campagna su larga scala assieme all’Unicef, negli Stati Uniti, e a Green Cross International nel resto del mondo. Si tratta di un’iniziativa straordinaria che spero stimolerà davvero gran parte dell’opinione pubblica».

Perché ha scelto l’acqua invece che un’altra forma di aiuto?

«Permettere a tutti l’accesso all’acqua costituisce una delle più grandi sfide del XXI secolo. Solo quando questo accesso sarà garantito, i Paesi potranno attuare soluzioni pratiche nel campo dello sviluppo e dell’istruzione».

Il progetto punta in particolare sui bambini.

«Certo, perché sono sempre loro le prime vittime dell’inquinamento e della carenza di acqua. Perché sono più vulnerabili, e perché il futuro del mondo poggia sulle loro spalle».

Da quanto tempo conosce Green Cross?

«Seguo e ammiro il loro lavoro da molti anni. È come una Croce Rossa che lavora nell’interesse dell’ambiente. La serietà e l’integrità dell’organizzazione, assieme ai risultati che ottiene, la rendono un’eccellente partner naturale».

Il tema dell’acqua ha a che fare con la cultura dello spreco. Come ha visto, negli anni, il modo di usare e consumare le risorse? E secondo lei, stiamo facendo abbastanza per la qualità della vita delle prossime generazioni?

«È facile pensare che tutto – la terra, l’acqua, i ghiacci, le foreste – siano inesauribili e ci appartengano, per quella confidenza e senso del possesso che abbiamo verso ciò che è naturale. Questo significa anche sprecare, ma mi sembra che nei cittadini si stia formando una certa coscienza ambientale, che però non sempre si riflette con le politiche dei governi locali. Fare politica significa anche incidere su queste decisioni e contribuire a costruire il futuro delle prossime generazioni».

Data la sua cultura e la sua educazione, che effetto le fa vedere lo spreco, in generale?

«Il progetto per portare acqua pulita a 15 villaggi del Ghana mi ha affascinato. Io sono cresciuto in una piccola città, Piacenza, dove l’acqua era tanta, fresca. Irrigava i campi, si insinuava nelle rocce ai lati dei sentieri, scorreva abbondantemente nel Po. Anche per questo sono molto sensibile alle problematiche che riguardano l’acqua pulita perché capisco quanto benessere possa portare alla vita. Non si deve sprecare l’acqua, come non si deve sprecare l’energia elettrica. Io, per esempio, sono molto attento e detesto sentire scorrere inutilmente il rubinetto o lasciare le luci accese».

L’intervista integrale, a cura di Marta Caramelli, è pubblicata su Vanity Fair (N.8 settimanale – 2 marzo 2011) © Riproduzione riservata

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ACQUA for LIFE Challenge

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Acqua for Life Challenge

Progettata da Giorgio Armani Parfums, in collaborazione con la nostra organizzazione, la campagna di solidarietà Acqua For Life mira a fornire ai bambini e alle comunità del Ghana e della Bolivia interessate dal progetto SWGS decine di milioni di litri d’acqua potabile ogni anno.

L’obiettivo al 2012 è quello di raccogliere e distribuire ogni anno almeno 40 milioni di litri di acqua che, uniti ai 43 milioni di litri già forniti alle comunità supportate dalla campagna 2011, porteranno a un risultato di 83 milioni di litri di acqua potabile, resi disponibili per le popolazioni che a lungo ne sono state private.

Veicoli di solidarietà principali sono due famose fragranze firmate Armani che, insieme a diverse iniziative sul web, permetteranno a ciascun cittadino di contribuire alla realizzazione del progetto.

A partire dal 1 marzo e fino al 31 maggio 2012, chi ha acquistato un flacone di Acqua di Giò o di Acqua di Gioia donerà automaticamente 100 litri d’acqua.

Entrando poi nella pagina www.facebook.com/acquaforlife e cliccando su “mi piace” si donano altri 50 litri di acqua, che vanno ad aggiungersi agli altri.

Ma si può anche scegliere di partecipare alla Water Race, una marcia virtuale per l’acqua che è partita da Milano, la città di Giorgio Armani, ha raggiunto già il Ghana e si accinge a raggiungere la Bolivia. Ognuno può creare il suo avatar e iscriversi automaticamente alla Water Race sul sito dedicato alla campagna www.acquaforlifechallenge.org, dove gli utenti potranno anche visualizzare in tempo reale i litri d’acqua raccolti e controllare lo stato di avanzamento dei lavori.

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FOCUS SULLA BOLIVIA

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Acqua For Life in Bolivia

L’estensione della campagna Acqua for Life alla Bolivia, il Paese più povero del sud America, si concentra sul sostegno a comunità piccole e isolate che vivono nella provincia di Cordillera nella regione di Santa Cruz.

Di seguito un estratto dell’intervista al vicepresidente di Green Cross Bolivia Faride Tirado realizzata dal blogger di Pandemia.info Luca Conti.

Qual è la situazione dell’acqua potabile nel Tuo Paese? In quanti non hanno ancora l’acqua potabile?

Il rifornimento idrico in Bolivia è garantito da tre importanti bacini: il fiume Madera appartenente al Bacino Amazzonico, il Bacino del Rio della Plata e i noti bacini chiusi, come il celebre Lago Titicaca e il Poopo. L’acqua dolce dei bacini suddetti viene fatta affluire attraverso diversi fiumi, che riforniscono d’acqua i Boliviani, specie nelle comunità rurali, dove l’acqua è adoperata sulla base delle proprie usanze e costumi. Un’altra sorgente d’acqua sono i ghiacciai della Cordigliera delle Ande. Tuttavia, a causa del cambiamento climatico, la portata degli stessi diminuisce man mano. I ghiacciai stanno scomparendo progressivamente.
La disponibilità delle risorse idriche dipende piuttosto dalle condizioni meteorologiche: piove nell’arco di 3 – 4 mesi l’anno.

La popolazione rurale è costretta a subire la siccità durante lunghi mesi, in cui mancano le precipitazioni, nonché le carenze create da un consumo irregolare e dai problemi per potabilizzare l’acqua.

La popolazione maggiormente colpita dalla scarsità delle risorse idriche è quella del Chaco Boliviano, dove la siccità è una costante. Questa è l’area più svantaggiata per quanto riguarda il rifornimento d’acqua potabile (area del progetto Acqua for life).

Nel 2012 la Bolivia è ancora uno fra i Paesi con carenze riguardanti il rifornimento dell’acqua potabile. Più deficitaria ancora è la copertura per il trattamento delle acque reflue che consentirebbe la conservazione di importanti sorgenti idriche.
Ancora una volta, le popolazioni più colpite sono quelle rurali: la costruzione di impianti destinati alle reti d’acqua potabile è troppo esosa per quelle comunità, perché insediate in centri urbani sparsi sul territorio e a notevole distanza fra loro.

In un’ottica tecnico-economica, investire nella costruzione d’impianti per il trattamento dell’acqua potabile comporterebbe costi altissimi se rapportati al consumo, ai quali vanno aggiunti i costi di manutenzione degli impianti.
Ma c’è un ulteriore grave problema riguardante l’acqua potabile: gli abitanti dei territori intorno ai fiumi e ai laghi ritengono che le sorgenti d’acqua siano discariche oppure dei posti adatti a lavare i panni con detersivi altamente contaminanti. Essi canalizzano i propri rifiuti domestici verso quelle sorgenti d’acqua.

Gli abitanti delle città invece sprecano l’acqua, soprattutto a causa dell’inefficienza degli impianti idrici di collegamento. Ciò provoca perdite che si aggirano sul 30%-50% circa dell’acqua precedentemente potabilizzata.

Questi problemi, legati alla gestione e all’utilizzo dell’acqua, pongono l’esigenza di sviluppare programmi educativi volti a rendere consapevole la popolazione sui problemi della conservazione delle sorgenti d’acqua e del giusto utilizzo delle stesse. Inoltre, tramite tali programmi, le popolazioni urbane dovrebbero imparare a riconoscere la responsabilità del singolo per quanto riguarda la manutenzione adatta degli impianti appartenenti alle reti di rifornimento idrico. Noi tutti dobbiamo essere consapevoli del fatto che l’acqua è un bene che scarseggia e si può esaurire.

Puoi descrivere i rapporti fra Green Cross e la popolazione locale/comunale?

I rapporti con la popolazione locale/comunale sono estremamente importanti. Per ciascuna iniziativa sviluppata, in prima battuta Green Cross avvia presso la popolazione locale una consultazione riguardante i problemi, allo scopo di trovare insieme il modo di risolverli. Così facendo sono portati avanti tutti i progetti. Una volta ottenuto il sostegno della popolazione locale, si cerca di ottenere anche quello dei leader e delle autorità locali, per far sì che i progetti si possano sviluppare in un quadro di trasparenza.
I sindaci sono gli alleati più importanti per i progetti di Green Cross. Loro stessi spesso ci hanno presentato le proprie iniziative per lo sviluppo, allo scopo di favorire la cooperazione e far sì che noi cercassimo le risorse. L’alleanza fra autorità locale (Sindaco) e popolazione locale è alla base di ogni progetto sviluppato da Green Cross.

Qual è e quale sarà l’impatto dei progetti di Green Cross Italia e Acqua for Life? Ci sono tanti esempi?

Fornire sistemi di raccolta d’acqua piovana oppure tramite la perforazione di pozzi a pompaggio manuale ha notevoli conseguenze sull’approvvigionamento d’acqua potabile presso quelle comunità dove lo Stato non arriverà mai con la propria rete idrica. Green Cross offre soluzioni alternative al rifornimento d’acqua presso le famiglie di comunità sperdute. Ciò ha un impatto sul miglioramento delle condizioni sanitarie, diminuisce la mortalità infantile legata alle infezioni gastroenteriche e rende più idonea l’alimentazione presso le famiglie.

Un importante esempio attuativo di un progetto simile a quello di “Acqua for Life” si trova presso la comunità aborigena di San Antonio di Lomerío in Bolivia. Lo stesso fu sostenuto da Green Cross Japan che ha provveduto a costruire oltre 40 sistemi di raccolta d’acqua piovana diversi anni fa. In questo modo è stato risolto il problema del rifornimento d’acqua potabile, e le condizioni sanitarie delle famiglie oggi sono migliori di gran lunga. Inoltre, bisogna sottolineare che alcuni serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana sono stati installati presso le abitazioni di famiglie che volevano dedicarsi al turismo. Una volta l’ostacolo principale per lo sviluppo di questi affari era proprio il rifornimento d’acqua potabile ai turisti. Ora grazie al serbatoio d’acqua piovana, le famiglie indigene sono riuscite ad avere una fonte di reddito con questi affari.

Che cosa vorresti dire ai donatori di Acqua for Life e ai donatori di Green Cross Italia?

Grazie per il loro grande sostegno. Grazie a loro e agli sforzi da loro fatti per trovare le risorse, si riesce a migliorare la qualità della vita di molte famiglie boliviane, soprattutto dei bambini e le bambine nelle scuole delle comunità più isolate, specie nel Chaco boliviano, il territorio dove l’acqua scarseggia di più. Il loro sostegno è importantissimo e i risultati dei progetti saranno gratificanti per tutti.

Devono essere certi del fatto che si fa grande attenzione alle risorse che vengono donate. Le stesse sono utilizzate nel modo giusto. Il loro sostegno è alla base del lavoro atto a innescare lo sviluppo umano non solo in termini di qualità della vita ma anche di miglioramento produttivo.

L’intervista integrale, a cura di Luca Conti, è pubblicata su www.pandemia.info al seguente link:

http://www.pandemia.info/2012/05/28/6786.html
© Riproduzione riservata

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