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A causa del cambiamento climatico ma anche della brusca crescita della popolazione, si stima che entro il 2030 quasi la metà della popolazione mondiale vivrà in aree ad alto stress idrico (Rapporto Onu 2009).
Green Cross Italia sviluppa progetti specifici per aiutare i Paesi poveri d’acqua. Le azioni della nostra organizzazione mirano a portare, dove ce n'è bisogno, l'acqua potabile e le conoscenze necessarie atte a mantenere funzionanti le opere realizzate nonchè a sviluppare comportamenti sostenibili.

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Acqua for Life 2016 PDF Stampa E-mail

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Green Cross e Giorgio Armani sono lieti di annunciare il sesto anno consecutivo di partnership a sostegno delle comunità che vivono senz’acqua. Un’iniziativa globale che dal 2011 ad oggi ha fornito l’accesso all’acqua potabile a 108 comunità, in 8 paesi e 3 continenti
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SMART WATER FOR GREEN SCHOOLS PDF Stampa E-mail

smart-water-projectIl progetto ha l’obiettivo di fornire acqua pulita e migliori condizioni di salute agli studenti delle scuole in Ghana attraverso la costruzione di sistemi di raccolta di acqua piovana e latrine ecologiche.









Titolo del progetto

Smart Water for Green Schools

Localizzazione

Regione del Volta, Ghana.

La regione del Volta è la più orientale delle dieci regioni del Ghana, copre un’area di 20.870 km (pari all’8% del Ghana) ed ha una densità di 1.635.421 abitanti.

Partenariato

Green Cross Italia, Green Cross Ghana

Obiettivo generale

Fornire acqua potabile e migliori condizioni di salute agli studenti delle aree urbane e rurali del Ghana. L’intervento permetterà anche di ridurre il fenomeno di erosione del suolo e di conseguenza eventuali inondazioni.

Descrizione dell’intervento

Il progetto prevede la costruzione di sistemi di raccolta di acqua piovana e latrine ecologiche. I sistemi di raccolta d'acqua, già testati in numerose applicazioni nel mondo, saranno posizionati sui tetti delle scuole e l’acqua filtrata sarà raccolta in una cisterna vicina, immediatamente disponibile. Le latrine ecologiche permetteranno di ottenere del fertilizzante e migliorare le condizioni sanitarie di tutta la comunità.

A supporto dei sistemi di raccolta di acqua piovana, verranno riattivati pozzi dismessi e costruiti nuovi pozzi.

I membri delle comunità coinvolte parteciperanno attivamente ai lavori e beneficeranno di corsi di formazione funzionali sia alla gestione sia alla manutenzione delle opere realizzate.

Gruppo beneficiario e contesto specifico

Le comunità selezionate dal progetto si trovano in una situazione critica a causa del limitato accesso a una fonte d’acqua potabile e sicura e delle scarse condizioni igieniche.

I bambini che frequentano le scuole coinvolte nel progetto devono percorrere ampie distanze per attingere l’acqua da fonti contaminate, come ruscelli e fiumi, che spesso fungono da abbeveratoi anche per il bestiame. In questo modo contraggono patologie come la schistosomiasi e la diarrea, causate  entrambe dall’assunzione di acqua contaminata, con la conseguenza che anche i tentativi di scolarizzazione risultano compromessi.

La mancanza di strutture sanitarie adeguate fa sì che venga utilizzato l’ambiente circostante per espletare le proprie funzioni biologiche, cosa che aggrava l’inquinamento dell’area e in particolare delle falde acquifere più superficiali.

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FREDDAS / TERRE DI CONFINE PDF Stampa E-mail

terre-di-confineFreddas - Terre di Confine è un progetto coordinato e realizzato da Green Cross e co-finanziato dalla Cooperazione italiana del Ministero degli affari esteri per garantire lo sviluppo economico, durevole e ambientalmente sostenibile, delle popolazioni che vivono lungo la valle del Fiume Senegal favorendo l’occupazione, prioritariamente femminile, e l’aumento della superficie messa a coltura.




Localizzazione

Il progetto svolge in due regioni della valle del Fiume Senegal, Saint Louis e Matam, e più precisamente nei villaggi di Bokhol e Gouriki Samba Diom.

Beneficiari

I beneficiari diretti corrispondono a 238 ménages, 80 a Bokhol e 158 a Gouriki Samba Diom. Sono complessivamente attive 932 persone, di cui 365 uomini e 567 donne, per le quali si prevede occupazione aggiuntiva. Altri beneficiari diretti saranno 30 agricoltori e tecnici SAED, che verrano formati nella manutenzione dei sistemi messi in funzione, 300 alunni delle scuole elettrificate grazie alla campagna "Sustain" di Enea e 30 studenti dell'Università Gaston Berger di Saint Louis, che seguiranno le attività del progetto che implicano l'introduzione di tecnologie sostenibili. Inoltre, nel modulo di formazione coordinato da Acra saranno specificatamente formati 24 tecnici per il controllo delle nuove tecnologie colturali e irrigative in zone aride.

Obiettivi

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Il progetto ha come obiettivo generale lo sviluppo economico, durevole e ambientalmente sostenibile, delle popolazioni della valle del Fiume Senegal. Il progetto ha altresì come obiettivo specifico l'aumento del reddito dei beneficiari e l'aumento dell'occupazione, prioritariamente femminile, promuovendo un modello sostenibile, equilibrato e durevole di sviluppo agricolo di aree non sfruttate con un utilizzo ridotto e moderato della risorsa idrica derivante dal fiume Senegal.

La stesura del progetto concorda con il Documento Strategico di Riduzione della Povertà (DSRP 2) della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Inoltre, Freddas contribuisce al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio e, in particolare, degli obiettivi:
1.A) Ridurre della metà, fra il 1990 e il 2015, la percentuale di popolazione che vive in condizione di povertà estrema (con meno di un dollaro al giorno);
1.B) Garantire una piena e produttiva occupazione e un lavoro dignitoso per tutti, compresi donne e giovani;
7.A) Integrare i principi di sviluppo sostenibile nelle politiche e nei programmi dei Paesi; invertire la tendenza attuale nella perdita di risorse ambientali.

Descrizione degli interventi

Nelle prossimità del fiume Senegal si eseguirà la messa a coltura di 60 ettari effettivi di terreno abbandonato e in area pre-desertica, a integrazione della copertura del fabbisogno alimentare.
Verrà mitigato l’impatto sullo sfruttamento delle risorse naturali, in modo significativo dell’acqua, attraverso la realizzazione di sistemi di irrigazione “goccia a goccia”. Ciò permetterà di ridurre di oltre il 70% il consumo di acqua rispetto alle tecniche attualmente in uso su altri terreni nelle stesse regioni, che a larghissima prevalenza usano lo scorrimento superficiale in canali e derivate.
La realizzazione di un modello di uso ridotto delle risorse idriche ha un valore fortemente simbolico in un’area transfrontaliera come quella del fiume Senegal, che segna la frontiera con la Mauritania e il Mali. In questo caso il fiume subisce la pressione di numerosi fattori che ne hanno diminuito la portata media annuale e in modo molto significativo durante alcuni mesi; un’azione attenta a mitigare l’uso della risorsa vuole contribuire a non amplificare possibili elementi di conflitto sull’uso della risorsa tra le popolazioni rivierasche.
È prevista una copertura non inferiore all’80% del fabbisogno energetico a scopi irrigui, attraverso una forte e significativa utilizzazione delle fonti rinnovabili di energia solare per la produzione dell’energia necessaria per i pompaggi dell’acqua di irrigazione. Questo permetterà altri vantaggi: una significativa riduzione del costo di produzione dei prodotti agricoli (derivante dal mancato acquisto di combustibili fossili), il corrispondente quasi azzeramento delle relative emissioni e, in parallelo, un significativo incremento della redditività per i produttori che oggi stanno attraversando problemi economici molto forti.
Particolare attenzione verrà riservata al controllo delle nuove tecniche colturali e di irrigazione in zone aride. Verranno realizzati moduli formativi per rendere autonomi i beneficiari nel controllo e nell'intervento per correggere, nel corso degli anni, il probabile aumento della salinità dei terreni.
Alla fine del progetto verranno consegnate alle comunità locali, organizzate in GIE (Gruppi di Interesse Economico), le tecnologie e le infrastrutture che dovranno essere “perennizzate”.
La formazione per la gestione delle tecnologie, dei processi produttivi, di trasformazione, di commercializzazione costituirà la solida base per permettere alle popolazioni di utilizzare al meglio le infrastrutture per tutto il loro ciclo di vita. Lo strumento per poter ottenere questo è rappresentato dalla costituzione di riserve finanziarie, attraverso il pagamento da parte dei beneficiari di una quota per assicurare la gestione delle strutture e la loro manutenzione. Il volume delle quote sarà sempre deciso all’interno delle strutture comunitarie attraverso percorsi di democrazia partecipativa e l’uso delle risorse sarà controllato dai commissari dei conti dei comitati.

Partenariati

Il progetto è realizzato e coordinato da Green Cross e si avvale di numerosi e qualificati partner.

- ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, con la quale viene assicurato il controllo tecnico e scientifico del progetto.
- CNTS, la Confederazione nazionale Lavoratori del Senegal, nonché il maggiore sindacato senegalese, che raccoglie e organizza i beneficiari locali, facilita il rapporto con le autorità locali e partecipa attivamente alla direzione del progetto stesso.
- ACRA-CSS, Ong italiana, che cura alcuni aspetti formativi e di sostegno allo sviluppo delle imprese sociali.
- SAED, la Società nazionale di gestione e sviluppo delle terre del delta del fiume Senegal, che assicura la propria collaborazione per armonizzare il progetto, con le direttive governative sulle politiche di uso delle risorse idriche, agricole e di sviluppo economico, e ricevere dallo stesso progetto possibili contributi per arricchire le stesse.
- UGB, l’Università Gaston BERGER di Saint Louis, che fornisce supporto scientifico sugli aspetti agronomici.
- USAID, l’Agenzia per lo sviluppo internazionale degli Usa, che contribuisce con la donazione di un quantitativo di alberi da frutta, delimitanti le parcelle dei terreni.

Sono interessati dal progetto i servizi tecnici ministeriali delle regioni di Saint Louis e Matam, le delegazioni dipartimentali di SAED a Daganà e Matam e le comunità rurali di Bokhol e d’Orkadieré (per il villaggio di Gouriki Samba Diom).

Costi

L'investimento complessivo per la sua realizzazione è di circa 2,6 milioni di euro, finanziati per circa 1,8 milioni dalla Cooperazione italiana del Ministero degli affari esteri; i restanti 0,8 milioni sono assicurati con risorse raccolte da Green Cross, attraverso il lavoro in-kind dei collaboratori di Green Cross, dei partner e dei beneficiari.

 

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SEMINA L’ACQUA IN BURKINA FASO PDF Stampa E-mail
semina-lacqua-projectIl progetto mira a garantire un accesso sicuro e costante alle risorse idriche e a migliorare la produttività agricola e le condizioni igieniche nei villaggi della Provincia di Yatenga, in Burkina Faso.







Titolo
Semina l’acqua in Burkina Faso

Localizzazione

Provincia di Yatenga, Burkina Faso (Regione Nord).

Il Burkina Faso è un paese saheliano; il Sahel è la Regione semiarida dell'Africa situata lungo il confine meridionale del Sahara. Ha una superficie 274.200 km² e una popolazione di 13.574.820 abitanti

Parternariato

Green Cross Italia, Green Cross Burkina Faso e Fabbrica del Sorriso

Obiettivo generale

Contribuire al miglioramento delle condizioni di vita di alcune comunità rurali nella Provincia di Yatenga fornendo acqua pulita e sana attraverso la costruzione di pozzi e servizi igienico sanitari.

Descrizione dell’intervento

L’intervento prevede diverse attività:

- Studio idrogeologico dell’area

- Realizzazione di pozzi per la captazione di acque sotterranee

- Installazione di sistemi di pompaggio delle acque in superficie

- Distribuzione costante di acqua

- Canalizzazioni per l’adduzione delle acque verso i campi

- Realizzazione di cloache

- Analisi chimico–fisiche sulle acque captate

- Organizzazione di un Comitato di gestione per le risorse apportate

Contesto

Secondo i rapporti delle Agenzie delle Nazioni Unite, il Burkina risulta tra i paesi più poveri al Mondo.

L’acqua, soprattutto nelle aree rurali, viene attinta dai pochi pozzi scavati a mano durante il periodo coloniale, spesso è di pessima qualità e scarseggia o è assente nel periodo secco.

Inoltre, come avviene in molti paesi sub-sahariani, è in atto il processo di desertificazione dei terreni.

La popolazione vive in villaggi sorti nelle vicinanze dei pozzi e spesso è costretta ad abbandonarli nel momento in cui l’acqua finisce. Donne e bambini impiegano la maggior parte della giornata nella ricerca dell’acqua, sottraendo tempo ad altre attività produttive o alle lezioni scolastiche.

Inoltre la scarsa qualità delle acque è causa di numerose patologie che colpiscono soprattutto i bambini costretti a vivere in condizioni igieniche estreme.

Beneficiari

La popolazione beneficiaria dell’intervento sarà di 4.522 unità; di questa il 51% (circa 2.300) è rappresentata da bambini.

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Iniziative

 

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