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Consiglio Onu per i diritti umani: necessario intervenire su acqua, cambiamenti climatici e rifiuti PDF Stampa E-mail

20111010_human-rightsTre importanti risoluzioni approvate durante la 18esima sessione del Consiglio Onu a Ginevra

La governance dell’acqua deve tenere conto dei diritti umani, così come gli Stati non possono trascurare gli effetti che il degrado ambientale ha sui diritti umani. A queste conclusioni è giunto il Consiglio delle Nazioni Unite riunitosi a Ginevra la scorsa settimana nella sua diciottesima sessione regolare. Tra le risoluzioni adottate, tre riguardano proprio tematiche legate all’acqua, ai cambiamenti climatici e ai rifiuti tossici.

Secondo un comunicato congiunto, diffuso nei giorni scorsi dalla nostra organizzazione internazionale e dall’ong svizzera Waterlex, “considerate nel complesso, queste tre risoluzioni contribuiscono a favorire un approccio più integrato per la governance dell’acqua nella prospettiva dei diritti umani”.

Le risoluzioni condividono, in effetti, le preoccupazioni comuni, sollevate dagli Stati membri, sull’impatto che il degrado ambientale sta avendo sui diritti umani, incluso l’accesso sicuro all’acqua potabile che il Consiglio dei diritti umani ha riconosciuto come diritto umano fondamentale nel 2010.

- Risoluzione sul diritto umano all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari (A/HRC/18/L.1): gli Stati sono chiamati ad adottare un piano d’azione basato sui diritti umani per consentire l’attuazione del diritto all’acqua e ai servizi igienici. La risoluzione si basa sui risultati del relatore speciale sul diritto umano all’acqua, Catarina de Albuquerque, che incoraggia gli Stati ad adottare un approccio olistico e integrato che chiarisca le responsabilità di tutti gli stakeholder, inclusi quelli del settore privato, nelle diverse fasi nazionali e locali di pianificazione, dall’elaborazione delle politiche basate sulla fornitura di acqua e servizi igienici alla loro attuazione e monitoraggio. La risoluzione sottolinea anche la necessità di avere una visione e una volontà politica capaci di dare una priorità sufficiente a queste tematiche, contribuendo a garantire risultati più sostenibili e a rafforzare la partecipazione, la trasparenza, l’uguaglianza e la responsabilità.

- Risoluzione per i diritti umani e il cambiamento climatico (A/HRC/18/L.26/Rev1): invita l’ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani a convocare un summit che indirizzi gli impatti negativi dei cambiamenti climatici verso il pieno godimento dei diritti umani, “per dare seguito all’appello di rispettare i diritti umani nelle azioni e nelle politiche connesse al cambiamento climatico e per stabilire un confronto e una cooperazione più saldi tra i diritti umani e le comunità del cambiamento climatico”.

Una più alta temperatura dell’acqua e cambiamenti estremi, come alluvioni e siccità, sono destinati a influenzare la qualità dell’acqua e ad aggravare le molteplici forme di inquinamento delle acque. I cambiamenti nella quantità e qualità dell’acqua causati dai cambiamenti climatici rischiano di modificare sensibilmente la disponibilità, l’accesso e l’utilizzo del cibo. La crescita della popolazione, così come la migrazione, interagiscono con i cambiamenti climatici e le questioni idriche. L’ong Refugees International stima che i cambiamenti climatici e le catastrofi naturali possono portare a trasferimenti di massa fino a 200 milioni di persone, entro il 2050.

- Risoluzione L.6 sulle sostanze pericolose e sui rifiuti (A/HRC/18/L.6): si adotta un approccio più olistico al trattamento dei rifiuti coprendo l’intero ciclo di vita delle sostanze pericolose e dei rifiuti, dalla produzione al loro smaltimento. Viene rafforzato il mandato del relatore speciale sui diritti umani che viene invitato a implementare le migliori azioni in materia di diritti umani relativi alla gestione e allo smaltimento corretto dei rifiuti.

Liquami e rifiuti tossici come le maree nere hanno danneggiato i rifornimenti idrici. Il rapporto 2011 del relatore speciale evidenzia che il 20-25% di tutti i rifiuti prodotti da ospedali e altre strutture sanitarie sono considerati pericolosi. Tali rifiuti, se non gestiti e smaltiti in modo appropriato, possono creare molteplici rischi per la salute. L’inquinamento delle acque è un tema cruciale nei Paesi che hanno regole deboli o inesistenti a protezione delle loro riserve idriche.

Le risoluzioni consistono in impegni politici non giuridicamente vincolanti che mirano a guidare gli Stati nell’attuazione del diritto internazionale. Come tali, servono a ricordare che le norme internazionali sui diritti umani sono l’asse centrale nel sistema del diritto internazionale e che tutti i trattati devono essere interpretati alla luce di questo principio.

10 OTT 2011

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