| Onu, al voto la proposta di risoluzione per il diritto all’acqua e ai servizi igienici |
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La Bolivia chiede alle Nazioni Unite di inserire l'accesso all'acqua potabile tra i diritti umani
Green Cross International sostiene con tenacia il progetto di risoluzione presentato alle Nazioni Unite dalla Bolivia e da altri 34 altri Stati per il diritto all’acqua potabile e ai servizi sanitari. Il testo finale della risoluzione sarà presentato oggi, mercoledì 28 luglio, alla terza Commissione della 64esima Assemblea Generale dell'Onu per l’adozione. Le azioni dell’Ong ambientalista mirano a sollecitare tutti gli Stati a contribuire a questo momento storico e ad agire, nel contesto dei negoziati in corso alle Nazioni Unite, per il riconoscimento internazionale del Diritto Umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari di base. La mancanza di accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari provoca la morte di un bambino ogni otto secondi, la più alta percentuale di incisione letale nelle patologie del Pianeta. L’adozione potenziale di questa risoluzione rappresenterebbe, dunque, un passo importante per la realizzazione di un diritto divenuto oramai indispensabile. Diversi gli scenari che potranno aver luogo oggi, dopo la presentazione alla Commissione Onu: 1. Il testo verrà adottato tramite consenso; 2. uno o più Paesi richiederanno una votazione: se la maggioranza degli Stati membri presenti voteranno a favore, la risoluzione verrà adottata dalla terza Commissione. In caso contrario, la risoluzione verrà respinta. Pochi giorni fa, il presidente fondatore di Green Cross Mikhail Gorbaciov aveva pubblicato un’articolo sul NY Times - International Herald Tribune su questo argomento, definendo la risoluzione come un’opportunità “storica” e “cruciale”. «Ci sono una volontà politica e un impeto popolare estremamente forti dietro al movimento per il riconoscimento formale del diritto all’acqua e ai servizi igienico sanitari come diritti umani», ha scritto Gorbaciov nell’articolo. «Non dobbiamo perdere l’occasione e dobbiamo tradurre il nostro entusiasmo in legislazioni e azioni solide e vincolanti, a livello nazionale e internazionale – cominciando dal voto delle Nazioni Unite». Green Cross International, dietro la leadership del presidente, ha sempre sostenuto che l’accesso a una fonte affidabile e sicura di acqua e a servizi igienici di base sia un diritto umano universale che dovrebbe essere riconosciuto da tutte le Nazioni. La proposta boliviana compare nella lettera di motivi della Conferenza Mondiale dei Popoli e dei Diritti della Madre Terra, celebrata in aprile a Cochabamba. «Oggi, la Madre Terra è ferita e il futuro dell’umanità sono in pericolo», aveva dichiarato il presidente boliviano Evo Morales durante la Conferenza. Oltre al diritto all’acqua in quanto fonte di vita, nella Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra presentata da Morales a Ban Ki-Moon, si richiamano i seguenti diritti inviolabili della Terra: - il diritto di vivere e di esistere; - il diritto di essere rispettata; - il diritto di rigenerasi secondo la propria bio-capacità e di continuare a farlo secondo i propri cicli e processi vitali, libera da manipolazioni umane; - il diritto di mantenere la propria identità ed integrità, costituita da esseri viventi tra loro differenziati, auto-regolamentati e inter-dipendenti tra loro; - il diritto all’aria pulita; - il diritto alla salute globale; - il diritto di essere libera da avvelenamento e inquinamento, da rifiuti tossici e radioattivi. - il diritto di non essere modificata geneticamente né alterata nella propria struttura, di non subire minacce alla propria integrità o al proprio funzionamento vitale e alla propria salute; - il diritto a un risarcimento totale e immediato dei danni causati dalle attività umane in violazione dei diritti contenuti nella presente Dichiarazione. Leggi l’ultima versione della Risoluzione (26 luglio) ![]()
28 LUG 2010 |






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